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Turismo: nuove strategie per rilanciare i borghi toscani Economia, Turismo

Firenze – Approvato dalla giunta regionale il Documento di promozione e valorizzazione dei Borghi di Toscana. Il testo individua anzitutto gli elementi di base delle strategie regionali di valorizzazione, a partire dalla messa a punto di una governance condivisa su progetti e risorse da parte dei vari soggetti coinvolti, capace anche di favorire lo sviluppo di reti locali, e passando per l’identificazione di una offerta specializzata, che tenga conto dell’identità di ciascun territorio.

Gli altri elementi riguardano il potenziamento delle capacità di sviluppo di nuovi prodotti turistici, l’integrazione delle risorse dei vari territori (paesaggio e natura, risorse agricole e produzioni agroalimentari, patrimonio culturale, artigianato locale) e la riattivazione di processi di svilupp o locale che impediscano lo spopolamento ed assicurino servizi alla popolazione così da realizzare una comunità locale accogliente per il visitatore.

“Particolare attenzione – ha detto l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo -va rivolta alle aree interne non ancora capaci di sviluppare un’offerta turistica adeguata ma che, forti della tendenza che negli ultimi anni ha visto crescere il turismo legato alla natura ed in possesso di tante caratteristiche peculiari (tradizioni, tipicità locali), possono diventare un fattore decisivo per arricchire l’offerta complessiva toscana. Tutti elementi che ritroviamo all’interno di alcuni progetti trasversali come Vetrina Toscana, Centri Commerciali Naturali, Progetti Territorio e I Cammini e la Francigena”.

Vetrina Toscana promuove l’integrazione fra ristorazione di qualità e produzioni tipiche toscane per sostenere e rilanciare specificità ed identità territoriali. Nella riformulazione del progetto per il 2018, in accordo con Unioncamere Toscana e le Associazioni di categoria di riferimento, gli obiettivi sono stati elaborati con lo scopo di aggregare intorno al cibo toscano un’offerta turistica articolata, anche in considerazione della forza che a tale elemento viene garantita dalla proclamazione del 2018 come Anno del cibo.

La valorizzazione di borghi e territori meno noti non può prescindere infine dalla individuazione di itinerari di mobilità dolce (a piedi, in bici e a cavallo). Per la costruzione e promozione di itinerari multiterritoriali diventa decisivo ripensare l’offerta turistica in maniera globale, integrata e soprattutto con una nuova capacità organizzativa.

Il turista deve poter contare su modi nuovi e produttivi di conoscere il territorio, secondo un tracciato unitario ed una strategia di marketing territoriale omogenea: una visione innovativa e di sistema che corrisponde pienamente al concetto di ‘Prodotto turistico omogeneo’ introdotto con la nuova legge. Nel biennio 2018-19 dovrebbe compiersi la costituzione di una rete integrata di percorsi escursionistici di valore culturale e storico che si innestino sull’arteria principale della Via Francigena.

Sarà costituita una Consulta dei Cammini, per una promozione e commercializzazione unitaria, ed un’associazione fra le associazioni esistenti che operano sui singoli percorsi o lavorano sul tema del turismo lento e della mobilità dolce per uniformare i comportamenti (manutenzione, animazione e assistenza). Oltre alla Via Francigena, i percorsi sui quali si lavorerà sono la Via Romea Germanica, il Cammino di Francesco, la Via degli Dei, la Via del Volto Santo, la Via Lauretana, la Via Romea Strada ed i sei Itinerari Etruschi. Per favorire la creazione di imprese nel tracciato della Francigena sono state attivate nell’ambito del POR FESR 2014-20 due riserve economiche di microcredito per le iniziative di sviluppo/sostegno di attività economiche ubicate/da ubicare lungo il percorso.

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