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Turismo, Pisa e provincia in ripresa: arrivi +11%, bene gli stranieri Turismo

Poi c’è il Monte Pisano, che festeggia addirittura un +47.5% negli arrivi e un +18% nelle presenze (516.800 i pernottamenti totali nei comuni dell’area). Sono questi alcuni dei dati salienti che emergono dal Rapporto annuale 2011 sui flussi turistici a Pisa e in tutto il suo territorio: il documento di sintesi basato sulle rilevazioni mensili effettuate dalla Provincia ed elaborati dal Centro studi turistici di Firenze. “Rilevazioni ufficiali”, sottolinea per la stessa Provincia l’assessore Salvatore Sanzo, “che confortano e ‘legittimano’ le cifre pubblicate nei giorni scorsi, provenienti da fonte diversa: attendibili ovviamente, ma non ‘prodotte’ attraverso il nostro sistema d’indagine, unico formalmente accreditato dalla Regione”. 
IL QUADRO PROVINCIALE. Gli arrivi (un milione in totale nel corso dell’anno) sono in crescita del 10.7% (100mila persone in termini assoluti); le presenze (3.300.000 nel complesso) anch’esse in aumento con un +1.5% (pari a 50mila pernottamenti). Il bilancio 2011 relativo all’insieme del territorio provinciale indica, è ancora Sanzo a parlare, come “la febbre della crisi sia tutt’altro che passata (le imprese stentano a recuperare gli standard precedenti, specie nei fatturati); ma vi sono tuttavia confortanti segnali di ristabilimento”. Quanto al bilancio di un anno di turismo dopo l’abolizione delle Apt, “quella di ‘vendere’ la regione nell’insieme è una strategia corretta”, prosegue Sanzo: “Certo, l’auspicio è che a Toscana Promozione sia aumentata la dotazione di risorse da investire per svolgere il suo compito”.
LEGIONE STRANIERA. Tornando a Pisa e provincia, balza agli occhi l’impennata nella domanda dall’estero, che aumenta in termini di arrivi del 12.5% (pari a più di 60mila persone); e in termini di presenze dell’8.8% (+130.000 in valore assoluto, per una massa globale di oltre 1.660.000 pernottamenti). Esaminando le provenienze, accanto all’interessante crescita (+9%) dei flussi dalla Germania (+30mila presenze, per 372mila pernottamenti totali), Paese che si conferma primo mercato di riferimento per il nostro territorio, spiccano poi le performances di vari altri Paesi. Fra gli europei si distingue la Francia (+15mila presenze, pari al 13.3%, per 132mila pernottamenti totali), terzo mercato della ‘classifica’ provinciale; tra gli emergenti, poderosi i balzi della Cina (+8mila presenze, pari al 37.5%, per 30mila pernottamenti totali) e della Russia (+5mila presenze, pari al 32%, per 18.500 pernottamenti totali).
SETTORI. Quanto alle tipologie di soggiorno, la crescita maggiore si ha da parte degli alberghi (+137.000 presenze, pari al 10.4%, per 1.560.000 pernottamenti totali), in particolare nelle strutture a 4 e 5 stelle (che ormai arrivano a sfiorare il 50% sul complesso sul comparto); in territorio positivo anche 3 stelle e Rta-Residenze turistico alberghiere. In calo, come ‘blocco’, il segmento extralberghiero (–100mila presenze, pari al –5,2%, per 1.785.000 pernottamenti totali): ma la tendenza è da analizzare in dettaglio. Il regresso investe infatti solo campeggi e villaggi turistici (con un –23% di presenze), mentre sono in ascesa tutte le altre tipologie: Bed & Breakfast e Cav-Case vacanze segnano un +3.8%; gli agriturismi un +3,7%.
PREVISIONI. Prospettive di primavera positive, sebbene in termini contenuti, per parte del mercato estero, in specie per le provenienze da Germania, Paesi Scandinavi ed emergenti. Rimandata a un orizzonte temporale spostato almeno fino all’estate, invece, l’attesa di possibili segnali di effettiva ripresa dei flussi dal resto d’Italia. “Nei prossimi mesi – conclude Sanzo – avremo una forte segmentazione della domanda: diminuiranno le forme di turismo standardizzato e aumenteranno i viaggi tematici da parte di viaggiatori esperti ed esigenti. Il sistema provinciale dovrà proporre un’offerta all’altezza, ‘combinata’ con il territorio”. Soffermandoci ancora sul mercato interno, ad esempio, sembra da aspettarsi un quadro caratterizzato da aumenti dei ‘viaggi di prossimità’ (intra-regione) e prenotazioni “last minute”; concentrazione dei flussi nei mesi centrali della stagione estiva; riduzione del fenomeno del week end. 

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