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Turismo post covid: anche il Bisenzio reclama la sua parte Ambiente, Cronaca, Turismo

Prato – Sono nati in poco tempo numerosi, lungo il corso del suo fiume, parchi e aree verdi attrezzate: il Parco fluviale dell’Albereta a Mercatale di Vernio, il Parco di Carigiola e le piste ciclabili che dalla Val di Bisenzio accompagnano il fiume fino a Campi Bisenzio sempre affollatissime di ciclisti, podisti e amanti del roller-blade.
Lo scorso settembre, in virtù di un progetto di riqualificazione ambientale, furono gettate ben 66 tonnellate di sabbia su un tratto del fiume perché fosse allestita la prima spiaggia urbana sul lungo Bisenzio, (Lato B) nella zona di viale Galilei, sul modello di quella sulle rive dell’Arno in San Niccolò a Firenze e messe su pedane e casette-bar per i futuri avventori. Strutture moderne e rispettose dell’ambiente che convivono con quelle “fai da te” seminascoste dalla vegetazione come i ripari per i gatti randagi ad opera delle gattare e  piccoli luogo di culto dedicati alla Madonna.
Complice un microclima favorevole, inoltre   sono ricomparsi i pescatori che con la pesca a spinning o a mosca riescono a catturare cavedani e più a valle anche le trote. Ricchissime la flora e la fauna con gli aironi, le gallinelle d’acqua, le anatre, i germani, il tuffetto, la folaga, la garzetta, l’ airone cenerino, il gabbiano comune, la nitticora e la sgarza da ciuffetto, il tarabusino e perfino il martin pescatore.
E poi le nutrie arrivate negli anni ’90 nel Bisenzio in maniera rocambolesca (a causa di un alluvione che nel Valdarno disperse quegli animali all’interno di un allevamento), che però secondo alcune notizie apparse di recente su diversi quotidiani cittadini, sarebbero misteriosamente scomparse dal fiume durante il Covid.
Insomma per i pratesi il Bisenzio è un “fiume amico” per quei suoi 9 chilometri percorsi nella valle che prende il suo nome prima che esso arrivi a Signa, da cui poi confluisce nell’Arno. E in molti già pensano che potrebbe offrire sollievo durante la calura estiva per chi non volesse quest’anno allontanarsi dalla città.
E infatti già si scorgono, per via delle belle giornate di sole, ardimentosi signori che in costume da bagno in barba alle più elementari norme di sicurezza, si bagnano nel Bisenzio.  Occhio però che questo fiume citato in celebri versi dal sommo Dante, da Gabriele D’Annunzio, Curzio Malaparte e da Mario Luzi è uno lento ma non per questo meno pericoloso per via della sua natura torrentizia.
Non  sono mancate infatti inondazioni importanti che si sono verificate in diversi luoghi ed anche in un passato recente.
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