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Turn-over dirigenti e semplificazione: da Palazzo Vecchio avanti tutta contro la corruzione Politica

Firenze – “Avanti con il piano anticorruzione e trasparenza, ma c’è bisogno di semplificazione”. Parole di Nardella che, all’indomani dello scandalo tangenti che ha travolto anche il nodo TAV di Firenze, ha presentato il quadro di attività di Palazzo Vecchio volte a contrastare il vizietto della bustarella nelle grandi opere (e non solo). Affiancato dall’assessore Federico Gianassi e dall’ex procuratore Quattrocchi – oggi consigliere del primo cittadino in materia di sicurezza e legalità – il sindaco si smarca dal putiferio delle ultime ore, ribadisce come il Comune abbia approvato, in tempi non sospetti, un piano anticorruzione e rilancia la necessità di poche regole, semplici e chiare, alla base del lavoro della pubblica amministrazione.

“Dove ci sono troppe regole, lì si può annidare il malaffare”. Semplicità e chiarezza, dunque, alla base della prevenzione – vera testa di ponte del programma che, predisposto dall’assessore Gianassi, è stato approvato lo scorso gennaio – anche perché i veri guardiani della cosa pubblica saranno i cittadini. La catena prevenzione-anticorruzione nasce quindi dalla trasparenza. Online sono già da tempo consultabili bilanci e documenti caldi di Palazzo Vecchio, e l’intenzione è quella di incrementare la mole degli atti. “Ogni dipendente del Comune e ogni cittadino – ha dichiarato il sindaco – deve saper applicare le regole. Soltanto così si possono prevenire quelle situazioni di criticità che rischiano di portare a fenomeni di corruzione”. La vera novità sta nel turn over dei dirigenti, che non potranno ricoprire la loro posizione oltre un tempo prestabilito. Massima attenzione, poi, sulla scelta di consulenti esterni. Porte chiuse, infine, a chi si porta dietro conflitti d’interessi. La ricetta anticorruzione/trasparenza, in sostanza, è questa. Massimo il livello d’allerta: tra tramvia, sottoattraversamento TAV e nuovo stadio, Firenze è sotto il tiro dei soliti furbetti ma – ha detto Nardella – “la paura della corruzione non può fermare il progresso della città. Diretto sulla questione tramvia: “venga detto ai cittadini cosa si vuol fare di quest’opera, se verrà portata a termine o definitivamente bloccata”.

Nessuna sorpresa sulle vicende Tav da parte di Quattrocchi, che pure aveva avviato l’indagine. “Non sono gli strumenti in sé ad alimentare la corruzione, ma il modo in cui vengono utilizzati. Si deve dare un senso pratico allo spirito della legge anticorruzione predisposta dal ministro Severino. Lì c’è tanto spazio perché nasca una nuova consapevolezza operativa nell’amministrazione e perché questa si realizzi in chiave preventiva rispetto ai pericoli di corruzione”.

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