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Tutor dell’emersione al lavoro a Prato Notizie dalla toscana

Prato – I tutor dell’emersione sono già al lavoro. 14 giovani, italiani e cinesi, che qualcuno chiama anche “case manager” o “angeli custodi” delle imprese che vogliono mettersi in regola. L’annuncio è stato dato ieri pomeriggio dal presidente della Provincia Matteo Biffoni e dalla vicepresidente della Regione Stefania Saccardi al Museo del tessuto, dove le istituzioni locali, alla presenza del console generale cinese a Firenze, Wang Fuguo, hanno fatto il punto sul progetto Emersione, un’iniziativa promossa dalla Provincia e dal Progetto Prato della Regione Toscana, a cui hanno lavorato il PIN – rappresentato ieri dal presidente Maurizio Fioravanti – e le forze economiche, a partire da CNA.

Oggi raccontiamo un passo in avanti concreto – ha affermato il presidente della Provincia e sindaco di Prato Matteo Biffoni – Esiste il momento della sanzione e quello in cui si creano meccanismi che aiutano chi vuole rispettare le regole. Chi sta alle regole sarà amico, non ci sarà tolleranza per chi vuole rimanere nell’ombra”.

Già 23 imprese a titolarità cinese, sottoposte a check up per valutare la conformità alle norme che riguardano la sicurezza, il lavoro e la fiscalità, si sono dette disponibili ad avviare un processo di regolarizzazione. Altre 40, in prevalenza con titolare cinese, hanno accettato di sottoporsi al check up per avviare poi il percorso di regolarizzazione.

Un primo risultato niente affatto scontato che premia un progetto che non ha eguali in Italia. “Con questa nuova figura di tecnico non puntiamo a sanzionare o reprimere le situazioni di irregolarità quanto piuttosto a dare aiuto e sostegno a chi ha bisogno e intenzione di emergere e mettersi in regola – sottolinea la vicepresidente della Regione Stefania Saccardi – Per formare questi giovani e dare gambe al progetto – ricorda Saccardi – la Regione ha messo a disposizione della Provincia di Prato 470 mila euro di risorse europee del Fondo sociale“. L’intero progetto è stato seguito da Vinicio Biagi, responsabile del Progetto Prato e da Franca Ferara, dirigente del settore formazione della Provincia di Prato.

Evidente – anche in termini numerici – la partecipazione degli imprenditori cinesi alla presentazione di ieri. “La conoscenza della lingua e l’osservanza delle leggi sono elementi ineludibili per l’integrazione”, ha sottolineato il console cinese, che ha parlato di “processo graduale” citando anche il detto italiano che “Roma non fu fatta in un giorno”.

Dunque la task force di 14 giovani (di nazionalità italiana, cinese e rumena, tutti diplomati) che – con il titolo di tecnico per la valorizzazione delle risorse locali, sono in grado di affiancare le imprese e di sostenerle nei processi di emersione – è pronta. Agiranno attraverso l’innovativo modello di check up aziendale – è il primo in Italia – realizzato anche sulla base di una articolata verifica sul campo condotta su 75 aziende, 69 delle quali cinesi. Hanno ricevuto una preparazione multidisciplinare e 4 di essi hanno già avviato la loro attività, presso il PIN, e altri 2 presso CNA.

Il check up aziendale, redatto in italiano e cinese, si caratterizza come un “supporto” all’emersione. E’ stato creato sulla base della visita e dello studio di un numero consistente di imprese, del settore tessile-abbigliamento e alimentare, di cui sono state messe in evidenza e affrontate le principali problematiche. Il protocollo di emersione va dalla sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro alla gestione ambientale, dalla contrattualistica del lavoro alla fiscalità, fino alla formazione obbligatoria.

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