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Tutte le lunette dell’Utens per le ville Medicee Cultura

Le 14 lunette del pittore fiammingo  Iustus van Utens, sono state portate via dal museo ‘Firenze com’era’ delle Oblate – in fase di smantellamento –  e attualmente 3 di esse fanno bella mostra di sé in una delle innumerevoli sale di Villa la Petraia di Castello, dove le ha fatte allestire la nuova direttrice Alessandra Griffo. Questi 3 esemplari, che rappresentano la Petraia, Cafaggiolo e la Magia, sono i protagonisti della mostra “L’immagine delle ville medicee: le lunette dell’Utens alla Petraia”, aperta fino al 30 settembre. Il tempo di allestire altre due stanze – ci spiega Griffo – e quindi prima di Natale le vedremo tutte insieme alla Petraia, in forma di godibilissimo dono.

Davvero straordinario il successo di queste mappe che risultano essere gli unici dipinti a noi pervenuti di questo particolare artista, e la pianta che accompagna le 3 in esposizione le raccoglie tutte e ce le ripropone come già fu per la grande esposizione del 1931 a Palazzo Vecchio, dedicata al giardino italiano. La visita della Petraia risulta di certo arricchita dalla sala con le lunette, e la loro presenza offre un ulteriore stimolo a rivedere una dimora che abbonda di decori, mobilia, arazzi e dipinti piuttosto notevoli. Nessuna sorpresa che fosse abitazione privilegiata da Re Vittorio Emanuele che ci soggiornava con l’amata ‘bella Rosina’, e prima ancora dal Granduca Ferdinando I de’ Medici (anch’egli effigiato nella piccola mostra), che la fece ampliare e la doto dell’attuale giardino.

Gli affacci su quell’incanto di verde fiorito è possibile da ogni stanza, e lo sguardo si aggira tra le colorite aiole in mosaico-cultura, disegnate dalle mani esperte di eccellenti giardinieri, che le hanno bordate con foglie d’acanto in cotto, replica delle originali.  Le aiule mantengono la forma che avevano le 8 voliere, oggi distrutte, che Vittorio Emanuele, appassionato cacciatore aveva fatto costruire sull’ala sinistra del giardino, dove è anche il contenuto belvedere del 1872. Altro indizio della passione venatoria, le tante teste di poveri cervi che sporgono lungo tutto il vastissimo cortile coperto a vetri. Qui le pareti furono decorate dal Volterrano nel 1638 circa, per celebrare i fasti medicei, come la scena che inquadra il porto di Livorno e le sue statue.

Tra le stanze più attraenti c’è la sala da gioco dove sono collocati 2 grandi biliardi, un tavolo che contiene la dama, gli scacchi, il filetto eccetera, un divertente prototipo di flipper, detto biliardino cinese e una curiosa ruota chiamata ‘gioco della Mea’. Le vedute dell’Utens, ad osservarle bene, appaiono piuttosto misteriose, in quanto alcune sono del tutto metafisicamente prive di figure umane, mentre altre presentano scenette con curiosi personaggi, sicuramente aggiunti in anni successivi da altra mano. La mostra, e la villa, sono visitabili da domani, dal lunedì alla domenica, dalle 8,30 alle 18,30 in luglio ed agosto, e fino alle 17,30 nel mese di settembre. Ingresso gratuito e alcune giornate di chiusura di cui è meglio chiedere allo 055-452691, anche per sapere quando si può passeggiare nell’altro parco adiacente, 43 ettari di natura incontaminata.

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