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Tv locali, che passione! Ma quanta crisi… Economia

La crisi del sistema televisivo locale continua a mordere le gambe di giornalisti e tecnici. Un po' dappertutto, dalla provincia di Massa Carrara a quella di Grosseto, le emittenti che per definizione dovrebbero essere più vicine ai cittadini soffrono l'attuale momento, schiacciate dai grandi network e da Internet. Emblematico in questo senso il caso del gruppo Poli di Firenze, realtà ritenuta fino a non molto tempo fa solida e in espansione ma che oggi fa i conti con ritardi nei pagamenti, esuberi e lavoratori in agitazione.

Ma la vicenda del trittico Italia7, Rete37, La8 non è un evento isolato e, soprattutto, non è una cosa nota solamente agli addetti ai lavori. Come del resto il lungo travaglio di Canale 10, altra emittente fiorentina in piena crisi strutturale che, dopo la cessione del ramo editoriale con formula d'affitto all'imprenditore Gennaro Ruggero, ha di fatto cessato di pagare i propri dipendenti con il forte sospetto che dei loro tfr non se ne sappia più niente. Un esposto alla magistratura da parte dell'assostampa toscana è partito in questi giorni ma, intanto, molti giornalisti sono già degli ex del mestiere o altri, più fortunati, sono riusciti a riproporsi presso altri editori.

Teletirreno – Di sicuro non stanno meglio i dipendenti di Teletirreno, storica emittente grossetana la cui fine era già stata annunciata ancora prima della gara per le assegnazioni delle frequenze del digitale terrestre. Era il settembre del 2011, quando l'editore Piero Barbagli comunicò ai 16 dipendenti la fine delle trasmissioni. Due mesi dopo tutti a casa con cessazione delle dirette e sito irraggiungibile. A oggi giornalisti e tecnici attendono ancora le liquidazioni del tfr e, in qualche caso, gli ultimi stipendi. In un incontro con il presidente della provincia Leonardo Marras e il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi sarebbe emersa la «garanzia» da parte di Barbagli dell'arrivo delle «provvidenze del Ministero», con le quali i debiti maturati nei confronti dei lavoratori saranno saldate.

Antenna3 e Teleriviera. I fratelli coltelli – Vicenda che ha ancor più dell'incredibile e della quale poco si parla è quella che vede opposte le emittenti “sorelle” Antenna3 e Teleriviera, ambedue attive nella provincia di Massa Carrara e nel sud della Liguria. Sostanzialmente, con l'arrivo del digitale Antenna3 ha ricevuto la frequenza dal ministero delle Comunicazioni. Teleriviera no. Quest'ultima ha quindi affittato una porzione di frequenza da un'altra emittente versiliese. Ma le trasmissioni di questa – accusano da Antenna3 – sono irradiate anche «fuori della zona consentita, così come rilevato  dall’Ispettorato delle Comunicazioni il 22 febbraio, disturbando le nostre trasmissioni, in una parte della zona costiera di Massa Carrara». A sua volta Teleriviera, anche per bocca del tecnico di alta frequenza dell'emittente versiliese, ha affermato la falsità di quanto sostenuto da Antenna3 accusandola, al contrario, di essere essa stessa a disturbare le proprie trasmissioni. Post al vetriolo su rispettivi siti e su Facebook hanno fatto da contorno alla vicenda, arrivata a un punto di svolta nell'agosto scorso, quando il tribunale di Massa Carrara, in accoglimento del ricorso presentato da Teleriviera ha ordinato a Media Video s.c.a.r.l di «cessare immediatamente ogni interferenza sul canale VHF 21 di cui è assegnataria Teleriviera s.r.l (per il tramite di Esare s.r.l) se necessario interrompendo anche le trasmissioni nella provincia di Massa Carrara».

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