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“Twist”: un vortice di bugie al Puccini Spettacoli

Mentire è un’arte e, benché moralmente appaia disdicevole, è pur giusto che la si lasci a chi la sa praticare senza far danni. È così che il protagonista di “Twist”, in scena al Teatro Puccini interpretato da Marco Predieri (che ne cura anche la regia), pensa di essere un perfetto bugiardo fin quando le sue menzogne non si accavallano e dal labirinto da lui stesso creato non sa più uscire. La commedia risale al 1990 ed è stata scritta dall’inglese Clive Exton, autore di cinema e tv e più raramente dedito al teatro, il quale a suo tempo dichiarò di aver voluto affrontare nell’opera un “mito metropolitano” appreso nei dieci anni di esperienza in America: il “disgraziato” rapporto madre-figlio-nuora. Non è un segreto: la mamma del maschio non accetta di buon grado che un’altra donna rubi il cuore di suo figlio e non digerisce assolutamente che questa “estranea” possa prendere decisioni con il marito senza interpellarla. Qualcuna con il tempo si abitua, se ne fa una ragione, qualcun'altra resta in guerra costante con la propria nuora. Ma cosa succederebbe se il figlio in questione decidesse di “omettere” alla madre di avere una moglie per evitarle sofferenze inutili o, meglio, per eludere polemiche e incomprensioni?

Roy Lewis (Marco Predieri) vive ben dieci anni della sua esistenza nascondendo alla propria madre l’esistenza della moglie e, viceversa, a quest’ultima l’esistenza della mamma. Improvvisamente, però, le tre donne della sua vita (madre, moglie e segretaria) si incontrano nel suo cottage di campagna, luogo sconosciuto alla moglie Juno (Chiara Ciofini), dove periodicamente lo va a trovare la madre Molly (Fiorella Sciarretta) pensando ci abiti da solo e dove la segretaria (Eleonora Cappelletti) è solita organizzare i suoi incontri erotici con il socio di Roy, il farfallone Leslie (Marcello Sbigoli). Questo deragliamento dalla vita che si è costruito spinge Roy a non saper più gestire la situazione fabbricando un castello di bugie che, inesorabilmente, gli crolla addosso. La vicenda è edificata all’insegna dell’equivoco, con personaggi delineati in forma stereotipata laddove ognuno mostra in modo eccessivo il suo tratto più particolare, la storia segue un climax che sfocia in un epilogo assurdo e inverosimile.

Marco Predieri riesce a riportare in scena questa commedia allegra e frizzantina dai ritmi inarrestabili con molta cura. In una messinscena fluida e scoppiettante ogni interprete gioca il proprio ruolo-cliché con misura ed energia: notevole Fiorella Sciarretta nei panni di una madre ossessiva ed eccentrica, altrettanto dinamica Eleonora Cappelletti, la segretaria svampita e ingenua. Si distinguono in scena anche l’uomo-seduttore e la moglie ipocrita, interpretati rispettivamente da Marcello Sbigoli e Chiara Ciofini. Nel gruppetto affiatato, però, Predieri emerge con tutta la sua comicità espressiva ricordando talvolta i personaggi da sit-com televisiva. Uno spettacolo riuscito, divertente e scorrevole.

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