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Naufragio al Giglio, 3 morti. Nessuno più a bordo, 70 mancano all’appello Cronaca

Il bilancio sugli attuali raffronti tra passeggeri e persone censiti dopo il naufragio, potrebbe scendere, si spera, perchè molte persone sono state trasferite via elicottero ed altre ospitate dagli abitanti. Continuano gli accertamenti su questo fronte. Si avviano al termine i soccorsi urgenti ai naufraghi che erano a bordo della Costa Concordia, la nave da crocera che ieri sera ha sbattuto contro gli scogli a 500 metri dal porto dell'Isola del Giglio e inclinandosi progressivamente con a bordo oltre 4000 persone, è affondata per una falla di 70 metri apertasi sul fianco. Era partita alle 19 di ieri da Civitavecchia per un giro del Mediterraneo: 4.229 persone di cui 1023 membri dell'equipaggio, i passeggeri stavano preparandosi per la cena, quando si è sentito un boato e poi il black out generale. La precisa dinamica delle manovre e dell'allerta ai passeggeri da parte del personale di bordo resta da chiarire. "Un incubo, pensavamo di morire, sembrava di vivere una scena del Titanic", hanno raccontato i passeggeri non appena evacuati dalla nave. Hanno vissuto un panico realmente paragonabile alla tragedia del Titanic. Centinaia le persone che si sono buttate in mare per salvarsi. Sull'immagine della nave che senza sosta si inclina verso il mare, il paragone dei soccorritori è con l'inabissarsi della Andrea Doria che il 26 luglio del 1956 fu speronata, nelle immediate vicinanze dell’Isola di Naunticket dell'Oceano Atlantico, dalla nave svedese Stockholm che la squartò sul fianco per una lunghezza di almeno 5 metri e una profondità di più di 10 metri. 52 furono le vittime.
Tutta la popolazione del Giglio si è mobilitata per accogliere ed assistere i naufraghi, nelle proprie case, nella scuola e nella chiesa, accorrendo ieri sera con coperte e vestiti. Troppo piccola l'isola del Giglio per ospitare tutti i naufraghi che quindi sono stati in parte trasferiti fin dalle prime ore del disastro all'Argentario, a Porto Santo Stefano nel palazetto dello sport. Un migliaio di persone sono ancora al Giglio e la compagnia navale ha messo a disposizione anche navi noleggiate per il trasferimento dei passeggeri.
Tutta la dinamica del tragico incidente resta da chiarire e la Capitaneria avvia un'inchiesta su cause e soccorsi. Le testimonianze dei passeggeri parlano di soccorsi lenti ed inadeguati. "L'allarme è scattato alle 23 – racconta Ennio Aquilini, capo dei vigili del fuoco di Grosseto – per una sospetta falla. In diversi hanno chiamato dalla nave stessa con i telefonini". "Non possiamo escludere che a bordo ci siano altre persone", dice Aquilini. "Abbiamo recuperato due corpi, un uomo in mare,  abbiamo solo potuto salvare la moglie, e l'altro corpo di una persona che è precipitata da uno dei ponti quando la nave si è reclinata. Nelle ultime ore sono state salvate sei persone prigioniere della nave nei ponti più in basso. Uno di questi ha una frattura esposta".
La  Protezione civile regionale – grazie anche all'impegno dei sindaci – si è attivata verso le 23, poco dopo la comunicazione da parte della Protezione civile nazionale di quanto stava avvenenendo, ed è riuscita a rendere disponibili alle 3 di notte 3.5000 posti letto in strutture ricettivedella provincia di Grosseto. Nella notte, si legge in una nota della Regione Toscana – si sono attivate le strutture della protezione civile anche di altre province. Da Firenze e Arezzo sono arrivati carichi di coperte per soccorrere i crocieristi bagnati, in una notte per di più molto fredda.
Il governatore Rossi si trova oggi sull'isola, partito questa mattina per rendersi conto della situazione ed in particolare dei soccorsi. Il presidente, si legge in una nota della Regione Toscana, ha già ringraziato la Protezione civile, il personale delle strutture sanitarie,  i volontari e le forze dell'ordine che si sono  attivati per gestire l'emergenza, ed anche le popolazioni del Giglio e di Porto Santo Stefano, che si sono attivati per l'accoglienza dei crocieristi.

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