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Ucraina, escalation di violenze e bambini a rischio fame e freddo Cronaca

L’escalation di violenza in Ucraina orientale sta colpendo centinaia di migliaia di civili. Quasi il 50% degli sfollati, 1,5 milioni di persone in totale, denuncia Save the Children, sono minori.  L’organizzazione umanitaria dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti, sta portando soccorso a 10mila adulti e bambini.

Ad oggi, più di 1,5 milioni di persone è stato costretto a fuggire dalle proprie case, più di 5mila persone sono state uccise e purtroppo il numero di vittime e di sfollati è in continuo aumento. Per quelli rimasti nel mezzo dei combattimenti nella regione di Donbas, le difficoltà da affrontare sono enormi. I servizi quotidiani di base sono stati interrotti, l’accesso alle banche e alla liquidità è limitata, il cibo e beni di prima necessità sono sempre più scarsi e costosi. Quasi la metà degli sfollati sono bambini riusciti a fuggire in qualche modo e che ci raccontano di essere stati costretti a trascorrere giorni interi negli scantinati, mentre fuori continuavano i bombardamenti.

Nelle regioni di Donetsk e Luhansk gli operatori di Save the Children, spiega la nota dell’organizzazione,  hanno avuto evidenza di bambini intrappolati nei combattimenti che hanno urgente bisogno di un rifugio sicuro, di cibo, di assistenza sanitaria, di acqua potabile, e soprattutto di protezione anche a causa dell’impatto sulle scuole, e si segnala anche una grave carenza di medicinali e di forniture ospedaliere.  Ad aggravare la situazione di grande sofferenza per migliaia di sfollati l’inverno rigido, con temperature fino a -25 °C. Solo alcuni ospedali sono operativi, ma con le risorse limitate e con forti restrizioni. Qualcuno di questi ospedali, dove i bombardamenti sono più pesanti, ospita famiglie intere che non hanno più una casa perché distrutta.
Nelle comunità dove sono presenti vecchi rifugi antiaerei, le famiglie sfollate hanno trovato un nascondiglio – a volte con più di 20 o 30 persone ammassate in una stanza. Molti raccontano di  persone ormai a rischio o in procinto di morire di fame nelle aree sotto i bombardamenti.

Con l’aiuto del dipartimento di aiuti umanitari della Commissione Europea (ECHO), Save the Children,  sta organizzando interventi di aiuto per almeno 10.000 persone in emergenza, con assistenza in denaro per permettere loro di acquistare i beni di prima necessità. Anche se i bisogni sono enormi, l’assistenza sarà indispensabile per  procurarsi indumenti caldi, coperte e stufe per proteggersi dal freddo.
“Grazie a questo supporto si possono raggiungere migliaia di bambini ucraini e le loro famiglie sfollate ed indifese dopo aver perso tutto quello che avevano”, ha detto Sam Crago, Responsabile dell’intervento umanitario di Save the Children in Ucraina. “Non è solo l’aiuto, ma la modalità che viene utilizzata può fare la differenza, per questo vogliamo garantire che le persone che ricevono la nostra assistenza si sentano in grado di far fronte ad alcuni dei loro bisogni più urgenti con dignità e con libertà di scelta.”

Save the Children. Ha lavorato in Est Europa per oltre 20 anni e attraverso partner in Ucraina nel corso degli ultimi sette anni, dove l’hanno scorso, a seguito dell’emergenza legata al conflitto, ha attivato un intervento diretto che prevede l’assistenza ai bambini sfollati e alle loro famiglie con distribuzione di cibo e beni di prima necessità, accesso all’acqua potabile e aiuti economici. Ulteriori interventi riguarderanno il supporto psicosociale ed educativo ai bambini traumatizzati per gli effetti del conflitto.

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