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Ue, la Toscana si batte per il marchio di origine obbligatorio Opinion leader

Firenze – Il “made in” è da anni una partita difficile che l’Italia sta giocando in Europa. La norma sull’obbligatorietà del marchio di origine per i prodotti di consumo rappresenta infatti una priorità non solo per i consumatori, ma anche per tutto il sistema imprenditoriale italiano e toscano. La normativa (che non riguarda i prodotti agroalimentari, per i quali vi sono già norme specifiche) consente infatti ai consumatori non solo di scegliere in modo più consapevole, ma allo stesso tempo tutela le produzioni artigianali e industriali di qualità, di cui il famoso “made in Italy” è eccellenza riconosciuta in tutto il mondo.

L’Unione europea è oggi l’unico tra i grandi player commerciali che non ha norme sull’obbligatorietà del marchio di origine. Stati Uniti, Giappone, Brasile sono da anni dotati di strumenti normativi che impongono ai beni immessi nei loro mercati un’etichetta con l’indicazione del paese di origine. Dobbiamo dunque colmare questo gap per consentire alle nostre imprese di operare nella competizione internazionale con la certezza di vedere riconosciuta la propria qualità e il proprio know how.

Il Parlamento europeo ha più volte approvato risoluzioni e disposizioni di legge vincolanti sul tema. L’Italia ha fatto la sua parte, ma da anni scontiamo la contrarietà di un granitico blocco di paesi del nord-Europa, Germania in testa, che bloccano la norma al Consiglio dei Ministri della Ue. Il semestre di presidenza italiana rappresenta una grande opportunità per sbloccare il dossier. Da sempre l’Italia, e la Toscana è regione leader, è riconosciuta come terra di straordinarie abilità artigiane e conoscenze che producono non solo ricchezza, ma anche innovazione sociale e tecnologica. L’ostinazione e la forza numerica del fronte del “no” rende tuttavia la strada impervia. Sono convinto che la determinazione del Presidente Renzi riuscirà a dare una svolta all’impasse.

Dopo anni in cui Bruxelles è sembrata disinteressarsi dei destini dell’economia reale, è giunto il momento di dimostrare che l’Unione europea non si fonda solamente sul rispetto di vincoli e parametri finanziari. La norma sul “Made in” ci riporta dalla parte degli imprenditori che ogni giorno producono non solo oggetti di qualità, ma conoscenza, identità e cultura. Scommettere sulle nostre tradizionali eccellenze è ciò che ha reso le nostre aziende vincenti nel mercato globale. Faremo di tutto per valorizzarle e per tutelarne la straordinaria bellezza che tutto il mondo ci invidia.

Nicola Danti
Europarlamentare Pd

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