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Uffa! Rubriche

Non ho voglia di parlare della neve: se è venuta, se verrà, se ha fatto danni e quanti, se durerà di più. Digerito, malissimo, che almeno 45 morti è una strage, più di due volte Nassiriya per intendersi, resta che non ho voglia di sapere che chi di dovere non sapeva che 30 millimetri di pioggia corrispondono circa a 30 centimetri di neve. Non ho voglia di parlare di Alemanno tanto lo so che non avrà mai il coraggio di dichiarare per Roma lo stato di calamità naturale per il fatto di avere se stesso come sindaco. Né ho più voglia di chiedermi se Aledanno porta ancora al collo la croce runica o qualche altro simbolo di destra estrema che più destra estrema non si può. Ma, se non ho più voglia di parlare della neve, ancora meno ne ho di parlare della nave, dei cretini che si fanno fotografare davanti alla penosa balena bianca abbattuta sugli scogli da un colpo preciso di stupidità. Né di vedere ancora scuotersi dentro una tunica rossa la bella moldava che non essendo l’amante del capitano non aveva trovato altro posto se non la sua cabina per deporvi vestiti e biancheria. Né di sentir commentare che ballava anche male, come se Schettino guidasse bene le navi! Non ho voglia di parlare però nemmeno più della monotonia del posto fisso, né delle ministre che sono serene dato che ottime minestre sono assicurate ai loro figli che il posto fisso ce l’hanno. Né voglio discutere di Berlusconi che ha rimesso il capino asfaltato fuori dalla tana e ha ricominciato a parlare (qualcuno ne dubitava?). Sarà che con gli anni sono diventato accidioso incurante del pericolo che comporta essere preda di uno dei peccati capitali. A proposito di capitali … no, della neve a Roma e di Alemanno non ne parlo, l’ho detto non ne ho voglia. Né ho voglia di stare a spiegare come il governo “tecnico” abbia sbaragliato il piano strategico così accuratamente studiato da Matteo Renzi per marciare su Roma costringendolo invece, per ora, a marcire su Firenze: per di più la città non collabora per niente rifiutandosi, almeno fin qui, di farsi abbondantemente nevicare addosso e permettere così al suo primo cittadino di riscattare la figura barbina dell’anno scorso.
Senz’altro non ho voglia di parlare di quel cretino che già è colpevole di portare il nome e cognome di un eroe del Risorgimento, di avere una faccia insopportabile ed un sorrisetto “da schiaffi”, di aver partecipato a diversi omicidi in nome, dicevano lui e i suoi complici, del comunismo, di essere riuscito a scampare all’estradizione. Che poi sia stato invitato per il carnevale a sfilare a Rio sul carro di una qualche scuola di samba non vi sembra che sia una notizia da lasciar sprofondare nelle sabbie mobili di un distratto “e chi se ne frega!”?
Volevo chiudere con le parole del poeta: “Tutto il resto è noia” ma mi manca oggi qualcosa che non sia noia: m’è presa così. Uffa!

Gianni Caverni

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