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Uffizi, Firenze da 20 anni è indecisa sulla Loggia Isozaki Breaking news, Cronaca

Firenze – Dopo 20 anni l’Ordine degli Architetti di Firenze prova ad alzare la voce sull’opera incompiuta. L’architetto giapponese Arata Isozaki ha vinto un Concorso internazionale e, nel mondo, questo comporta la realizzazione dell’opera progettata, presentata e sottoposta a valutazione. Nel mondo. In Italia è diverso.
Il dubbio amletico sul fare o non fare il pergolato classicheggiante che dovrebbe accompagnare il passaggio di milioni di turisti attraverso la storia dell’arte nella culla della civiltà rinascimentale è diventato un aneddoto imbarazzante nell’architettura mondiale.

Il capoluogo della Toscana non ha ancora deciso cosa fare. Il Museo più famoso d’Italia non ha una uscita, degna o meno che sia basandosi sulle proprie competenze tecniche e la personale sensibilità estetica. Dopo i rinvii, le leggendarie telefonate ed interventi esterni che avrebbero ritardato il progetto che “non s’ha da fare” davanti all’ipotesi di sottoporre la scelta ad un Referendum, idea ritenuta, oltre ogni regola, tardiva e per taluni versi offensiva per il vittorioso architetto, l’Ordine della categoria ha deciso di intervenire.

“Consultazioni di vario tipo sul progetto di Isozaki sono già state fatte in passato, per poi essere strumentalizzate. Adesso, a distanza di quasi vent’anni dal concorso di progettazione internazionale vinto dalla Loggia disegnata dall’architetto giapponese, sarebbe invece più opportuno che qualcuno si assumesse una volta per tutte la responsabilità di realizzarla o non realizzarla, senza nascondersi dietro strategie populiste” sostiene Roberto Masini presidente dell’Ordine degli architetti di Firenze

E se la Loggia non dovesse essere realizzata? “L’artefice di tale decisione dovrà spiegarne i motivi in maniera adeguata, pertinente e circostanziata, poiché significa contraddire la valutazione compiuta da una giuria di esperti riconosciuti in tutto il mondo. Siamo del parere che i concorsi sugli spazi pubblici debbano contemplare una percentuale di giuria popolare, ma nel caso della Loggia non può essere fatto a posteriori. Senza contare che una giuria esclusivamente popolare, non formata da professionisti del settore, non dovrebbe essere lasciata da sola”.

Il presidente cita precedenti illustri “Quando Giovanni Michelazzi realizzò il Villino Liberty in via Scipione Ammirato, sui giornali dell’epoca, si parlò di ‘architettura oscena’. Oggi quell’opera si studia sui libri di architettura. Lo stesso accadde per il complesso della Stazione del Michelucci, uno dei maggiori esempi di architettura moderna, ottant’anni fa fu accolta con attacchi anche peggiori e poi divenuta monumento nazionale. Come Ordine, siamo convinti che il progetto di Arata Isozaki dovrebbe essere realizzato senza se e senza ma. L’esito di un concorso, che come quello per l’uscita degli Uffizi è stato ritenuto valido, va sempre rispettato perché si presume che premi l’idea migliore per un determinato contesto. Se la Loggia invece non si farà, ci sembra doveroso che la città venga informata fin da adesso di quale sarà l’alternativa, delle modalità e delle procedure che si intendono adottare per realizzare la nuova uscita degli Uffizi, che non possono certo essere un decreto d’urgenza”.

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