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Uffizi-gate: la polizia postale indaga sul giallo dei falsi biglietti online Cronaca

Firenze – Sito truffa per la vendita on line di falsi biglietti per la Galleria degli Uffizi? Via via che passano le ore l’ipotesi si fa sempre più concreta e la Polizia postale toscana indaga. Un vero e proprio schiaffo all’immagine di uno dei più importanti musei del mondo, che ogni anno accoglie due milioni di visitatori da ogni parte del globo. Ma un insulto anche all’intera città di Firenze visto che il sito in questione “vende” biglietti per ben 16 fra i principali musei cittadini. Le indagini sono ancora in corso ed è difficile sapere da quanto il sito operasse e quantificare quante siano state le vittime inconsapevoli. Ma la platea potenziale può essere enorme e la portata mondiale.

«L’estate è il momento delle truffe con soggetti che appaiono e scompaiono dal web in un guizzo» racconta la Polizia postale. E ora si accingono a fare il punto anche sul meccanismo di vendita on line degli Uffizi e sulle interrelazioni con gli altri soggetti che hanno titolo alla vendita, per cercare di capire se e come possano insinuarsi eventuali “siti civetta” con vendita di biglietti fasulli.

«Il solo sito autorizzato alla vendita dei biglietti per i Musei è il Polo museale fiorentino, dove appare l’icona sito protetto: – dice un portavoce degli Uffizi – bisogna tenere gli occhi aperti e ci si arriva facilmente». Vero! ma “Polo museale” è forse un concetto un po’ astruso per un turista che arriva dalla Svezia o dalla Nuova Zelanda. Senza contare che in altri casi, come quello della Galleria dell’Accademia ad esempio, non appare neanche la scritta “sito ufficiale”. Forse, su suggerimento della Polizia postale, in questi luoghi ormai superfrequentati dai “turisti digitali” si potrebbe aggiungere un banner che mette in guardia da possibili truffe sempre in agguato.

La vicenda dell’Uffizi-gate si snoda come in un giallo. Il signor LvD, turista neozelandese, arriva a Firenze e la prima cosa che fa è digitare su Google “galleria degli Uffizi”. Dalla ricerca appaiono addirittura una decina di siti e ognuno di loro offre la vendita on line dei biglietti. Si badi bene che accanto al Polo museale fiorentino, altri soggetti hanno l’autorizzazione ministeriale per la vendita, dunque sono perfettamente regolari e controllati nel tempo dalla Polizia postale.

Il caso vuole o meglio, una sapiente indicizzazione, fa sì che il presunto sito truffaldino appaia in prima posizione. Il sito del “Polo museale” in quinta. Il signor LvD non ha dubbi, sceglie il primo della lista e mette in atto tutte le procedure del caso. Acquista quattro biglietti con carta di credito: due per gli Uffizi, due per l’Accademia. Costo 149 dollari neozelandesi, ovvero circa 90 euro, compresi 17 di diritti di prenotazione. Alla fine viene generato un voucher con un codice numerico. LvD va agli Uffizi ma quel codice non corrisponde a niente, sono numeri a caso, è inventato. Il turista pensa a un errore, una sfortunata circostanza e comincia a bombardare di fax il sito in questione. Inutile dire che non riceve alcuna risposta. Parte la segnalazione alla Polizia postale e iniziano i primi accertamenti.

Il sito fa capo ad un’agenzia di viaggio: tutto regolare. Però i titolari si alternano con una velocità sospetta: c’è puzza di bruciato. La loro sede è in una via centrale di Firenze e corrisponde ad una civile abitazione con un post-it appiccicato sul campanello. Inutile dire che il telefono è sempre occupato. E la puzza di bruciato diventa un falò. E pensare che questo sito prometteva in home page: “Soddisfazione garantita”. Una bella beffa nella beffa.

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