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Uffizi: le antiche prigioni medicee diventano uffici direzionali Cultura

Firenze – Grafie incerte di messaggi scalfiti sulle nude pareti, testimonianze ultime di tante vite dai trascorsi incerti, sicuramente dal triste epilogo, nel migliore dei casi durissima esperienza e nel peggiore ultimo grido di dolore di un’umanità dimenticata.

Le ex prigioni dei Medici tornano a vivere come uffici, a ospitare la direzione, la divisione tecnica e amministrativa degli Uffizi. Dalla fine di giugno inizierà il trasloco per circa cinquanta dipendenti e si protrarrà per due mesi.

Così le iscrizioni graffiate, della struttura che dalla fine del Cinquecento, anno in cui i Medici fecero costruire le prigioni, opportunamente riadattata, diventeranno i decori della nuova Direzione generale, amministrativa e tecnica con nove altri dipartimenti, tra i quali acquisti, architettura, legale, protocollo, ragioneria, risorse umane, segreteria, stipendi, valorizzazione e strategie economiche.

Dal portone, attribuito all’Ammannati, si apre il nuovo spazio direzionale di 1120 metri quadrati, che occupa oltre alle ex prigioni anche una parte del complesso vasariano, del braccio di levante e il Palazzo dei Veliti che nel Settecento ospitava la guardia dei Granduchi di Lorena.

L’accorpamento degli uffici, in precedenza anche parecchio distanti tra loro, permetterà una maggiore sinergia e rapidità nei processi di lavoro.

La zona finora occupata dagli uffici sarà ristrutturata e successivamente destinata al pubblico nel grande progetto dei Nuovi Uffizi.

 

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