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Uffizi virtuali in diretta da Tokyo Cultura

Dipinti riprodotti a dimensione reale, un teatro interattivo d’immagini ad altissima risoluzione, schermi ‘touch’, tutto un turbinio di tecnologie che introducono sia all’interno degli Uffizi, che alla scoperta ‘più intima’ delle opere. E’ la  mostra dedicata alle opere della Galleria degli Uffizi, allestita all'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, diretto dal professor Umberto Donati, che insieme al professor Piero Sollazzi, riesce ad organizzare in un anno anche più di 250 eventi dedicati alla cultura italiana. E’ una mostra virtuale che, secondo il soprintendente Cristina Acidini, che ha accolto e supervisionato l’intero progetto,  crea “una vera svolta nel modo di conservare e di fruire le opere d'arte”, considerato che “questo archivio virtuale […] rende l'accesso all'opera d'arte un'esperienza unica per ciascuno, ed è anche un modo per condividere l’emozionante vicinanza dei capolavori che mai si muoveranno dalla Galleria”. Posso descrivere in diretta l’emozione della visita, una esperienza nuova che mi ha sorpreso, la sera dell’inaugurazione, nella Sala Esposizioni dell’Istituto, dove  è stata allestita la mostra che presenta dieci repliche a grandezza naturale di alcune tra le più importanti opere delle collezioni degli Uffizi, attraverso immagini digitalizzate mediante la tecnologia Hitachi e Centrica. Oltre ai capolavori botticelliani – la Primavera, la Nascita di Venere e la Madonna Magnificat – si possono ammirare ‘molto’da vicino le riproduzioni del Dittico dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca, l'Annunciazione di Leonardo, il Tondo Doni di Michelangelo, la Madonna del Cardellino di Raffaello, la Venere d'Urbino di Tiziano, il Ritratto di Eleonora di Toledo di Bronzino e il Bacco di Caravaggio. Al centro della sala è montato un ‘ teatro digitale’ contenente cinque schermi giganti che, proiettando le immagini dei corridoi degli Uffizi, fanno immergere il visitatore nell'atmosfera del museo. Le immagini hanno infatti una altissima risoluzione spaziale (oltre 1500 dpi), perfetta taratura di colori e assenza di distorsioni geometriche. E ancora: è possibile ammirare ulteriori cento dipinti a grandezza naturale mediante uno schermo interattivo che permette allo spettatore di selezionare l'opera desiderata. Ciò che pareva impossibile, si concretizza con un’aderenza che quasi disorienta, per il rispetto e la fedeltà sottilissima all’originale, che è stato scrutato nei dettagli più minuti per  rivelarne i contenuti meno percepibili, per sollecitare una nuova ‘emozione’, aggiornata dalla confidenza digitale. Un viaggio che tecnici espertissimi hanno in primis condotto attraversando l’opera d’arte per favorire una sempre più profonda conoscenza del dipinto. E ci fanno scoprire il vibratile vapore atmosferico di una paesaggio leonardesco, il bagliore perlaceo degl’incarnati di Veneri o Madonne profane, perfino l’epidermica concretezza dei tessuti o delle perle di Eleonora di Toledo, fino a far brillare le lumeggiature apposte con misura e mestiere sulle ‘creature’ botticelliane, oppure a far comparire un celato autoritratto di Caravaggio. L'iniziativa è stata organizzata dall'Ambasciata d’Italia a Tokyo, dall'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dal Polo Museale Fiorentino, dal MICC (Università di Firenze), diretto dal professor Vito Cappellini, dalla Fondazione Italia Giappone, con la collaborazione tecnica di Hitachi Ltd. e Centrica srl.
La mostra rimarrà aperta da martedì 22 novembre a giovedì 8 dicembre, dalle ore 11:00 alle ore 18:00.

Giovanna Giusti, direttore dipartimento Arte dell’Ottocento e contemporanea degli Uffizi

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