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Ultimo sangue a Siena: quello di Ceccuzzi Politica

E' fatta. La regola feroce del Palio ha avuto la meglio anche nel consiglio comunale della città di Remo. Quello che fu ucciso dal fratello più feroce e determinato, Romolo, per intendersi. Con 16 voti contrari e 14 a favore è stata bocciata dal Consiglio comunale di Siena la manovra di aggiustamento dI bilancio proposta dal sindaco dimissionario Franco Ceccuzzi (Pd). Due astenuti, delle liste civiche, Corradi e De Risi . Un altro passo dunque, definitivo, che consegna la città in mano al commissario.
Che Ceccuzzi non avesse più la maggioranza, era ormai palese: gli attacchi di oggi in consiglio comunale avevano preparato il terreno a ciò che poi è successo. I 7 consiglieri Pd di area Margherita hanno votato ancora con l'opposizione aprendo la strada al commissario. Il giro di boa è già avvenuto, il prossimo lunedì 11 giugno, quando scadranno i 20 giorni dalle dimissioni annunciate dal sindaco il 20 maggio, sarà solo la consacrazione formale di ciò che è accaduto oggi. Tranne poco probabili ripensamenti del sindaco, entro il 9 giugno. 

E oggi, nonostante il sole che splendeva fuori, dentro al Palazzo s'è consumata una vera  e propria notte dei lunghi coltelli.  Ma cosa si votava, oggi? Alla prova del voto, la manovra di riequilibrio di bilancio 2012-1014 approvata dalla Giunta e presentata qualche giorno fa, che consisteva in un intervento da 4 milioni di tagli. Intervento che avrebbe dovuto essere il primo passo del distacco del Comune dalla Fondazione Mps; o meglio, dalle sue erogazioni per la spesa corrente.
Una posta in gioco enorme: il rinnovamento dei rapporti della città con la Banca, il rinnovamento dei metodi gestionali del potere non solo locale e non solo all'interno del Pd. Tant'è vero che il consigliere del Pd Lorenzo Brenci, prendendo la parola in consiglio esclama:  «Mah!!! La verità e' che questa amministrazione cade per una congiura di Palazzo. E non per quello che è successo negli ultimi venti anni, ma per quanto accaduto negli mesi dopo le nomine nel cda della Fondazione».
Ancora una volta, determinanti i voti contrari di sette consiglieri 'dissidenti' della maggioranza (sei del Pd-Margherita e una fuoriuscita dai Riformisti).

Ma che la partita fosse all'ultimo sangue, si era capito ieri, quando i "ribelli" della Margherita avevano rivolto un ricorso alla commissione di Garanzia del Pd. Chiedendo di ''Adottare sanzioni adeguate ed esemplari in tutta la più ampia misura consentita dallo Statuto per condannare i comportamenti adottati da alcuni esponenti del Pd, in particolare il sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, e il segretario dell'Unione comunale Pd Siena, Giulio Carli, in quanto lesivi dei principi tutelati dallo Statuto e dal Codice Etico del Partito Democratico''. Non ci vanno leggeri, i firmatari del documento Giovanni Bazzini, Anna Gioia, Luca Guideri, Lucio Pace, Alessandro Piccini, Gianluca Ranieri. Nel ricorso i sei consiglieri comunali si riservano inoltre ''di agire in ogni altra sede competente con tutti gli strumenti consentiti dall'ordinamento statale, a tutela dei diritti e interessi, in particolare quelli al rispetto della propria persona, dignità, reputazione, onore e immagine''.

Del resto, le stesse parole del sindaco, nel corso del suo intervento in aula di consiglio, erano state quelle di chi già conosce l'esito della lotta, ma s'illude di aver almeno l'onore delle armi. E che sia risparmiata l'ultima offesa alla città.
Riferendosi all'atteggiamento dei 7 consiglieri del partito, gli stessi che avevano votato per due volte contro il bilancio consuntivo del Comune, Ceccuzzi aveva ribadito l'irrevocabilità della sue dimissioni. Pensando, così, di riuscire a mettere a riparo la manovra di assestamento di bilancio.  ''C'è un tentativo feroce di criminalizzazione, in modo stalinista, e questo è un fatto veramente grave perchè si ha paura che nella prossima campagna elettorale qualcuno si ricandidi. Vi vorrei tranquillizzare: mai ho intrapreso una iniziativa personale e la prossima campagna elettorale mi vedrà partecipare alle decisioni del Pd''. Il sindaco aveva anche ribadito che ''il rinnovamento va portato avanti, anche a costo del sacrificio di non essere più sindaco''. Infine concludeva: ''La città è quella che sta fuori e ha sentimenti diversi rispetto a chi vuole continuare ad accanirsi, dopo aver avuto una vittoria politica, contro una persona e una esperienza politica. Ma io non mi farò annientare e lotterò perchè sono convinto di appartenere alla parte migliore della città''.

Intanto, non si fa attendere la risposta di Andrea Manciulli, segretario toscano del Pd.
''La gravità dell'operato dei consiglieri del Pd di Sienache hanno portato alle dimissioni del sindaco Ceccuzzi è confermata anche dal loro comportamento odierno, che non solo lede ancora una volta il Pd, ma va contro l'interesse della citta'''. Ma non è finita: ''Il voto contrario, anche oggi, all'assestamento di bilancio – aggiunge Manciulli – dimostra il disinteresse di questi consiglieri anche per la difficile congiuntura attuale e per la loro città, oltretutto dopo l'appello alla responsabilità che le stesse categorie e sindacati avevano fatto per evitare ripercussioni sul tessuto economico e sociale. Apprendiamo poi di un esposto inviato ai garanti del partito, sempre oggi, da quegli stessi consiglieri che hanno portato alla caduta del Comune: un comportamento inaccettabile di chi vorrebbe ribaltare responsabilità che invece sono evidenti. Ribadiamo sostegno e solidarietà al sindaco Ceccuzzi, al segretario Carli e al partito di Siena e per questo sarò presente personalmente alle prossime convocazioni degli organismi dirigenti locali". Aggiunge Luca Sani, coordinatore della segreteria del Pd toscano: ''L'assurdo ricorso di oggi ai garanti da parte di sei consiglieri del PD di Siena, che si somma ai voti in Consiglio Comunale che hanno causato le dimissioni del sindaco, dimostra ancora una volta la loro spregiudicatezza. Lascia stupefatti che quei consiglieri che da settimane agiscono nel disprezzo delle regole del partito e hanno agito per far cadere l'amministrazione, oggi ricorrano agli organismi di garanzia proprio contro il sindaco e il segretario cittadino del Pd''.
Insomma, pare di capire che l'onda lunga degli avvenimenti di Siena dovrà giungere anche dalle parti di Firenze. Tanto più valutando gli ultimi accadimenti fiorentini. 

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