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Umili e determinati: la formula dell’aeroplanino per tornare a volare Calcio, Opinion leader

Arrembante e vincente all’inizio, sconfitta immeritatamente e giocando un gran calcio dopo (la sconfitta con il Napoli, ad esempio, fu assolutamente immeritata), squadra imbarazzante successivamente, e poi di nuovo arrembante (il derby vinto 3-1) e cinica (la vittoria per 1-0 sul Bologna di domenica scorsa) nelle ultime due giornate. Non solo: svanita l’ansia da prestazione dopo i sette capitomboli consecutivi, i blucerchiati verranno probabilmente a Firenze per fare quasi catenaccio e provare a strappare un pareggio. Gli ultimi schieramenti tattici di Ferrara infatti parlano di un 4-5-1 obbligato – da due partite la Samp ha un solo attaccante in rosa, il giovane e talentuoso Mauro Icardi, rimasto solo dopo i ko di Maxi Lopez, Pozzi ed Eder – e imbottito di centrocampisti centrali anche sulle fasce. Maresca e Obiang sanno alternare fasi di rottura a costruzione di gioco, Munari e Kristicic lavoreranno sporco e cercheranno di fare legna, mentre il neo-esterno Poli – che le voci di corridoio danno puntato proprio dalla Fiorentina nelle ultime settimane in chiave mercato – sarà l’unico con licenza di appoggiare davanti il nuovo idolo della tifoseria blucerchiata, Icardi.

Per scardinare il bunker innalzato da Ciro Ferrara, l’ex Aeroplanino sampdoriano Montella non potrà contare a sua volta sui suoi di attaccanti: a Jovetic, degente di lungo corso, si sono aggiunti in infermeria anche Ljajic e Luca Toni, e come se non bastasse anche Aquilani a centrocampo. Su quali carte potrà contare dunque l’uomo che ha riportato l’entusiasmo a Firenze dopo anni per tornare, dopo il pareggio contro il Torino, e proseguire la scalata verso il proprio sogno? Intanto su Pizarro, rientrato dalla squalifica. Lo dicono i numeri: il cileno, a dispetto dei suoi 33 anni, è stato fin qui il miglior regista in circolazione del campionato, meglio anche di Pirlo, e questo la dice lunga. Con il padrone di casa che si riprende le chiavi, la Fiorentina riguadagna a centrocampo anche il vero Borja Valero, efficiente ma apparso comunque sacrificato nel match contro i granata proprio perché privo del suo compagno di reparto preferito.

Davanti, a far da spalla ad un El Hamdaoui ormai definitivamente integrato e lontanissimo dalle voci che lo volevano in partenza a gennaio (con la Samp guarda caso sua prima pretendente), spazio probabilmente a Mati Fernandez, il gioiellino che finora ha fatto vedere tutte le migliori caratteristiche di un probabile campioncino alle prese con un campionato europeo: classe e tecnica da vendere e altrettanta discontinuità. La sensazione? Trovata la toppa e girata la chiave, la Viola non dovrebbe avere difficoltà a tornare al successo. Più qualità e forma fisica migliore spiegano il divario in classifica. Ma attenzione a non sottovalutare l’ostacolo. E’ con le piccole che le grandi perdono punti nella strada verso la vetta. E se il Doria ora è una piccola, la Fiorentina è un undici che punta ormai dichiaratamente in alto. Ma con meno esperienza delle concorrenti. E dunque deve approcciare ogni partita con la massima umiltà e determinazione. A partire da subito.

Niccolò Bagnoli

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