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Un Amleto comico al Galluzzo Opinion leader

Ma… “Ha senso portare Amleto al Galluzzo?” potrebbe essere una domanda da leggere così: “Ha ancora senso che la cultura sia capillare, si sforzi di arrivare ovunque e soprattutto a chiunque?”. Allora il ragionamento forse avrebbe più senso. Oscar De Summa col suo spettacolo “Amleto a pranzo e a cena” in scena alTeatro Everest sabato 21 e domenica 21 (rispettivamente alle 21.00 e alle16.30) cerca di dare una risposta a questa domanda.
Un classico come Amleto ha infinite chiavi di lettura e per arrivare a tutti deve necessariamente spogliarsi di alcune delle sue nobili vesti. In poche parole: Shakespeare va tradito, gli autori vanno traditi e così sia.
De Summa propone un Amleto comico, apparentemente massimo ossimoro possibile della scatola teatrale, un Amleto che si avvicina più alla commedia dell’arte che al dramma. Un Amleto a pranzo e a cena perché masticato a più riprese, perché digerito. Fedeltà al testo, infedeltà dell’atto teatrale. Basti pensare che ci sono solo quattro attori, tutti uomini, che interpretano tutti i personaggi.  
Il teatro – e all’interno di esso i classici- schiacciati dalla modernità, si sono chiusi dentro ad un meccanismo perverso che li vuole o di nicchia estrema o estremi commercialmente. Il lavoro di De Summa vuole abbattere questo meccanismo, questa prigione in cui il teatro si è ritrovato, in parte anche per sue colpe, vuole proporre un teatro popolare d’arte, parole bellissime messe una accanto all’altra. Popolare perché il teatro appartiene al popolo, d’arte perché la qualità, il ragionamento e la profondità possono arrivare a tutti con la giusta chiave. E l’Amleto di De Summa, mentre girella per le strade questo fine settimana al Galluzzo, questa chiave ce l’ha.

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