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Un Anno ad Arte chiude con l’eccentrico Carlo Portelli Cultura

Firenze – E’ grazie al restauro del 2003 se la meravigliosa schiena di Eva si mostra in tutta la sensuale nudità mentre con la mano accarezza il mento di Adamo e nella posa lasciva è  contrapposta a quella in alto della Vergine Maria che rivolgendosi all’Agnus Dei indica la via della salvezza; un’improbabile tunica di pelliccia le fu dipinta per nasconderne l’oscenità stigmatizzata dal Michelozzi e da Raffaello Borghini. Il capolavoro “Allegoria dell’Immacolata Concezione” firmata e datata 1566 e dipinta per l’altare del nobiluomo Orlando Tapìa nella Chiesa di Ognissanti , oggi conservata nel transetto della Tribuna di Michelangelo nella Galleria dell’Accademia è il fulcro da cui è partita la mostra “Carlo Portelli, pittore eccentrico fra Rosso Fiorentino e Vasari” che è stata presentata stamattina alla presenza di Cecile Hollberg nuova direttrice della Galleria dell’Accademia, Angelo Tartuferi direttore della mostra e dai due curatori Lia Brunori e Alessandro Cecchi e che resterà aperta al pubblico fino al 30 aprile 2016.

Ultimo appuntamento del ciclo Un anno ad arte, è la prima monografica dedicata a questo artista esponente della maniera, noto per lo più agli specialisti ma sicuramente meritevole per la sua originalità e fantasia a cui il Vasari nelle sue Vite dedicò solo  alcune righe “ Fu anco discepolo di Ridolfo, Carlo Portegli da Loro di Valdarno di sopra; di mano del quale sono in Fiorenza alcune tavole ed infiniti quadri in Santa Maria Maggiore, in Santa Felicita, nelle Monache di Monticelli; ed in Cestello la tavola della cappella de’ Baldesi, a man ritta all’entrare di Chiesa; nella quale è il martirio di Santo Romolo vescovo di Fiesole”, senza renderlo protagonista di una biografia.

Un vuoto che ha reso ancora più difficile la raccolta delle notizie relative alla vita e alle opere dell’artista di Loro Ciuffenna morto il 13 ottobre del 1574 e sepolto, con gli onori dovuti, in San Pancrazio dall’Accademia delle Arti e del Disegno. Se non è nota con precisione la data di nascita, infatti, che viene generalmente indicata agli inizi del Cinquecento, si sa per certo che nel 1538 era iscritto alla Compagnia di San Luca o dei Pittori e l’anno seguente collaborava con il Salviati all’apparato per le nozze di Cosimo I con Eleonora di Toledo, con un dipinto dedicato all’Incoronazione di Cosimo I.

Per celebrare Carlo Portelli lo spazio della Galleria dell’Accademia dedicato alle mostre temporanee è stato sapientemente allestito dall’architetto Maria Cristina Valenti Quintana come un  teatro  dove le imponenti pale  sono state sistemate sopra altari cinquecenteschi in dialogo reciproco e con sottofondo di musiche sacre mentre sull’altro lato pareti in “rosso portelli” fanno da sfondo a una mirabile galleria di ritratti, madonne con bambino e allegorie della carità, provenienti dai più importanti musei al mondo, come il Prado e il Louvre e da collezioni private, mentre nel luogo dove è esposta l’”Allegoria”  si trova un video che ne spiega i contenuti realizzato da Art Media Studio. Tra le poche date a disposizione degli studiosi, il 28 agosto 1548, Carlo Portelli prende in affitto due stanze in Via Ricasoli per farne la sua bottega, è qui che darà inizio alla sua intensa attività di pittore di soggetti religiosi e in particolare le pale del 1555, l’Annunciazione di Loro, la Disputa sulla Trinità di Santa Croce e l’Adorazione dei Pastori di San Salvi.

oggi“ Chi è Carlo Portelli? – esordisce la nuova direttrice della Galleria dell’Accademia – vale la pena conoscerlo, la Treccani lo ignora, Giorgio Vasari lo conosce ma non lo considera degno di un profilo, affitta due stanze nella via Ricasoli per la sua bottega, è per noi un vicino di casa. Nessuno in passato lo ha onorato ed esistono solo pochi saggi sparsi, questa è la prima mostra monografica con un catalogo scientifico e contributi importanti come  anche quello di Cristina Acidini”- presente all’inaugurazione ed eletta pochi giorni fa presidente dell’Accademia delle Arti e del disegno, prima donna nella storia dell’istituzione fondata dal Vasari e alla quale il Portelli vi aderì nel 1563.

Un artista da scoprire dunque, sublime interprete del manierismo fiorentino che sorprende per la sua vivace  gamma cromatica, in particolare per il rosso e per la dolce espressività dei volti ritratti e la complessità delle scene, i cui studi sono documentati da numerosi suoi disegni provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e analizzati nel saggio di Marzia Faietti.

 

 

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