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Un anno di mostre alla Galleria degli Uffizi Cultura

Firenze – Un viaggio temporale nell’arte dalla grande scultura classica alla prima monografica dedicata a Giuseppe Bezzuoli, alla contemporaneità di Neo Rauch, per arrivare fino all’esposizione di antichi manoscritti e concludere con una speciale rassegna sulla storia e l’evoluzione della calzatura nel corso dei secoli.

Questo è il calendario che la Galleria degli Uffizi ha in programma dal prossimo autunno fino all’estate 2020.

“Con questa scelta di mostre abbiamo tenuto in considerazione tutte le categorie di visitatori. Abbiamo pensato di incuriosirli, di coinvolgerli nella discussione su problemi scottanti come il furto di opere d’arte e la tutela” ha commentato il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt.

Temi ed argomenti diversi, con una padronanza dell’archeologia a cui saranno dedicate ben 3 mostre. La prima nel periodo natalizio con  Ai piedi degli dei. Le calzature dal mondo classico al contemporaneo (Palazzo Pitti, Museo della Moda e del Costume 16 dicembre 2019 – 19 aprile 2020). Per una volt l’antichità si presta ad indagine sociale di stile, e giunge fino ai nostri giorni con il design e con la filologia dei costumi nei film “peplum”.

“ Abbiamo voluto trasportarli dall’Asia Minore dell’antichità al mondo degli intellettuali del Rinascimento; farli spaziare dal mito dei Niobidi all’angoscioso campionario umano di Neo Rauch, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea in Europa; far dialogare le sculture della grande stagione barocca fiorentina con gli eventi che accadono adesso in città, come la Biennale di Palazzo Corsini” ha continuato Schmidt.

Una delle sale più amate degli Uffizi, quella della Niobe, trova nuova vita e diventa argomento di confronti stilistici tra sculture nella mostra Il mito ritrovato. I Niobidi dagli Horti Lamiani e dalla villa di Valerio Messalla Corvino a confronto, con i recenti ritrovamenti di altre statue dello stesso soggetto, vicino a Ciampino (Uffizi, Sala della Niobe, 18 dicembre 2019 – 15 marzo 2020).

Terzo appuntamento espositivo  in estate, nella Limonaia del Giardino di Boboli è con la ricostruzione, virtuale e reale, di una città gioiello dell’Asia Minore: Hierapolis, Signora delle Ninfe. Miti e realtà di una città d’Asia (dal 26 maggio al 18 ottobre 2020) sarà come un viaggio nella Turchia dai tempi dell’Impero Romano a quello Bizantino.

Agli inizi di settenne un’altra grande mostra “Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici” a  Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi, 18 settembre 2019 – 12 gennaio 2020. L’esposizione si apre in concomitanza della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini. L’argomento viene affrontato in modo nuovo, con molte scoperte frutto di ricerche nelle collezioni internazionali e negli archivi, e di acquisti sensazionali sul mercato dell’arte da parte delle Gallerie degli Uffizi.

A seguire la mostra I Cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento (Uffizi, Sala Detti e Sala del Camino, 10 dicembre 2019 – 8 marzo 2020), che nasce come reazione alla sventura del crollo del soffitto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma. Sarà una mostra che servirà a sensibilizzarci ad avere più cura del nostro patrimonio, ma anche un’occasione di godimento estetico, con disegni, modelli e pezzi di soffitti belli e cesellati come oreficerie.

Restando in tema di tutela, vista come recupero, come risarcimento di attività criminali, ma anche come celebrazione di una gloria tutta italiana (i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale), è la mostra Storie di pagine dipinte. Manoscritti e miniature recuperati dal Nucleo Tutela del Patrimonio di Firenze (Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie, 21 marzo – 23 giugno 2020). Crimini recenti e storia antica si intrecciano: al paziente – e spesso rischioso – lavoro degli investigatori si somma quello degli specialisti che riconducono frammenti e pagine strappate ai volumi originali di appartenenza, che ritrovano l’esatta collocazione di un codice rubato, che ne ricostruiscono il contesto d’esecuzione e lo scriptorium.

Un altro atteso appuntamento dell’autunno è con Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento (Uffizi, Aula Magliabechiana, 26 novembre 2019- 3 marzo 2020). Ovvero, come un intellettuale e letterato può influire sul gusto di un’epoca e come può rifletterlo. Saranno esposte opere celeberrime, da Sebastiano del Piombo a Tiziano, oltre a manoscritti e oggetti prestati da musei di tutto il mondo, che segnano l’affermazione della cosiddetta “Maniera moderna” nell’arte.

Ad aprire le celebrazioni per la giornata della donna sarà ‘La grandezza del universo’ nell’arte di Giovanna Garzoni (Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, 6 marzo – 7 giugno 2020), che affronta la figura della pittrice da un’angolatura insolita: donna viaggiatrice, a dispetto dei costumi del tempo, la Garzoni è vista come documentatrice di un mondo esotico e meraviglioso, visto nelle collezioni di naturalia d’Europa e trasmesso a Firenze con disegni e dipinti di squisita precisione e dai soggetti sorprendenti.

Con Giuseppe Bezzuoli (1789-1855) si passa all’Ottocento ed a un grande protagonista della pittura romantica (Uffizi, Aula Magliabechiana e Sala Detti, 2 aprile – 31 luglio 2020). Per la prima volta si rende giustizia a questo importantissimo artista con una mostra monografica, che per giunta offre al visitatore la sorpresa di una serie di opere recentemente acquistate dalle Gallerie degli Uffizi.

Anche gli spazi ottocenteschi dell’Andito degli Angiolin diventano uno scenario e un’opera d’arte a sé, intesa ad integrare la mostra dell’artista tedesco contemporaneo Neo Rauch, che si aprirà in autunno (Neo Rauch. Opere dal 2006 al 2019. Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, 16 ottobre 2019 – 12 gennaio 2020). Le opere presentate per l’occasione sono infatti state create pensando a quegli spazi, e nel loro spirito in qualche maniera alludono alla grande pittura romantica tedesca.

“Tutto si basa su ricerche nuove, e spesso anche su acquisti recenti delle Gallerie degli Uffizi, che nei confronti della città, dei visitatori e dei giovani continuano ad attivare un dialogo propositivo – ha concluso il direttore Schmidt. Negli spazi del Museo e del Giardino di Boboli le mostre diventano così uno scambio di idee e un’occasione di crescita consapevole”.

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