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Un centinaio di lavoratori in presidio davanti alla Prefettura Cronaca

Un presidio della Cgil ha fatto confluire circa un centinaio di lavoratori davanti alla sede della Prefettura, stamattina 9 dicembre. L’iniziativa è stata realizzata in aperta opposizione alla cosiddetta “manovra Monti”, allo scopo di chiedere una maggiore equità delle misure avanzate dal governo.
Il presidio si è presentato un po’ come l’anticamera di quella che sarà la mobilitazione generale di lunedì prossimo, lo sciopero a livello nazionale di tre ore organizzato unitariamente da Cgil, Cisl, Uil.
Ed è stato Mario Fuso, segretario fiorentino della Cgil, a spiegare la ritrovata unità dei tre grandi sindacati: “Questo sciopero dimostra l'unità d'azione e di intenti dei sindacati per chiedere maggiore equità all'interno della manovra e che le misure, che colpiscono in particolar modo i lavoratori dipendenti e i pensionati, siano ripartite in maniera diversa''. Ricorda Fuso che ''in Italia c'è una ricchezza accumulata. Oggi 250 famiglie da sole possiedono circa la metàdella ricchezza prodotta in Italia. Lì – ha concluso – si possono davvero trovare le risorse per attuare le misure in maniera piu' equa''.

Un concetto ribadito dalla nota diffusa dal segretario della Cgil Toscana Alessio Gramolati che, mettendo a fuoco la situazione regionale, spiega: “Sono alcune migliaia le lavoratrici e i  lavoratori toscani che con accordi di mobilità e cassa in deroga avrebbero avuto accesso ai requisiti per andare in pensione. In una situazione difficile, per certi aspetti drammatica, era loro garantita una minima continuità di reddito. Il decreto del governo recepisce la sola mobilità siglata entro il 31 ottobre con ciò esclude tutte quelle intese che si sono realizzate anche in queste ore”.

In parole povere, il destino di alcune migliaia di lavoratrici e lavoratori toscani che ritenevano, grazie a percorsi concordati e contrattati spesso faticosamente, di aver raggiunto una minima tranquillità per l’immediato futuro, risprofonda nell’incertezza più assoluta. Ma non è tutto qui, per Gramolati.

''Di più, il vincolo al tetto delle 50mila unità rende incerta la copertura anche per chi rientra negli accordi precedenti la fine di ottobre – avverte il segretario regionale della Cgil – faccio appello a tutti i parlamentari toscani perchè si adoperino, facendo pressione sul governo, per evitare che una situazione già difficile per migliaia di persone si trasformi in dramma.  Se non si estende il periodo di copertura e non si aumenta il numero, infatti, in tanti si ritroveranno senza un euro in tasca, senza lavoro e senza stipendio, senza ammortizzatori sociali e con la pensione di là da venire – lancia l’allarme Gramolati – rivolgo lo stesso appello anche alle nostre controparti firmatarie degli accordi”.
 

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