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Un Cuore Matto per un ciclismo che batte in testa Sport

Arriva il nuovo anno. Franco Bitossi, da Camaioni, detto “cuore matto”, campione di ciclismo degli anni sessanta e settanta, si lancia in giudizi a tutto tondo sulla sport che lo ha reso popolare. Popolare per i suoi 157 successi da professionista; per la sua tachicardia che più volte durante le corse lo costringeva a fermarsi ai bordi della strada per difficoltà respiratorie, quindi costretto poi a furiosi inseguimenti per tornare in gruppo. 
   Ma popolare anche per le sue sei maglie tricolori : una da junior e cinque da professionista tre su strada e due nel ciclocross. Ma pure per una sua “disavventura” ai campionati del mondo del 1972 a Gap in Francia evento che fece il giro del mondo. Era solo al comando della corsa. Fu raggiunto e battuto di un soffio proprio sulla linea del traguardo. Mai successa una cosa del genere. Ma nelle corse iridate vanta anche un terzo posto a San Cristobal Venezuela ed un quarto ad Imola.
   Ma Bitossi è stato un vincente anche come coltivatore diretto. Chiusa la carriera di ciclista si “inventò” contadino e per una ventina di anni ha lavorato un podere a Capraia producendo con 1260 ulivi un olio di primissima qualità. Una volta pensionato è entrato nel mondo delle bocce. Ed anche in quella veste è un vincente visto che nelle “bocce raffa” ha conquistato un titolo italiano over 60.
  “Difendo i colori – dice sorridendo – della Bocciofila Montecatini Terme. Domenica prossima partecipo a Carpi ad una gara internazionale con 700 concorrenti. Ma temo di finire molto presto in tribuna……………”.
  -Il bilancio 2013 del ciclismo italiano.
  “Senza lo splendido successo di Vincenzo Nibali al Giro d’Italia avremmo dovuto parlare di fallimento visto che non abbiamo vinto alcuna delle grandi classiche”.
   -Nibali nel 2014 punterà tutto sul Tour de France.
   “Una volta è arrivato secondo. Con una valida squadra ed un pizzico di fortuna può davvero vincerlo”.
   -Oltre a Nibali nella prossima stagione……….
   “Sono fiducioso che venga fuori qualche giovane. Uno potrebbe essere il livornese Diego Ulissi. Ma ci sono anche alcuni neo professionisti promettenti”.
   –Nel 2014 mondiali in Spagna su un percorso per passisti.
   “Al momento non abbiamo la pedina vincente. Se sarà così gli azzurri dovranno inventarsi qualche mossa tattica tale da anticipare all’arrivo i candidati al successo”.
   -Bettini si è dimesso da Commissario tecnico.
   “Forse ha preferito impegnarsi con una grande squadra di club. Magari guadagnando anche molti più soldi. Ho letto che il maggior candidato a sostituirlo è David Cassani. Mi pare una scelta interessante. Lo so che sono in corsa tanti altri nomi tra i quali quelli dei toscani Michele Bartoli di Pisa, Massimiliano Lelli di Manciano Grosseto e Luca Scinto di Santonovo Quarrata. I nomi vanno bene tutti. Importante è avere i corridori vincenti………”.
-L’anno che arriva coincide con il centenario della nascita di Gino Bartali.
  “Aveva gli stessi anni di mio padre. Sono stato un suo grande tifoso. Un anno rimasto senza squadra gli chiesi di prendermi nella San Pellegrino, formazione da lui diretta. Mi rispose che non aveva più posti disponibili”.
  –Nel 2014 i primi impegni per i professionisti sono in Toscana……….
  “E’ vero. Il 2 febbraio a Donoratico, prima corsa in Italia; poi all’inizio di marzo a Camaiore, corsa che ho vinto nel 1969, ed a Gaiole in Chianti. Niente di eccezionale perché il ciclismo in Toscana ha radici profonde”.
  -Nella nostra regione due squadre professionisti il GS. Neri di Cerbaia di Lamporecchio ed Amore e Vita di Lunata di Lucca.
  “Auguro loro di centrare qualche vittoria. Vincere è dura per tutte le squadre. Lo sarà in particolare anche per loro visto che non sono di primissimo piano”.
   -Il museo di ciclismo Gino Bartali rischia di sparire

   “Sarebbe un peccato. Spero che le istituzioni, non solo sportive, faranno di tutto per evitare quella chiusura. Il ciclismo, nonostante gli scandali per il doping, conta milioni di appassionati”.
   -A chi vuol fare gli auguri?
   “A tutti. Sportivi e non. Pure alla Fiorentina Calcio di cui sono tifoso contrariamente a mia moglie Anna Maria accanita juventina. Ma auguri soprattutto ad Alfredo Martini mio maestro ai tempi in cui militavo come dilettante nel GS. Porta Romana. E mio prezioso consigliere ogni volta che, con il morale a terra a causa delle crisi di cuore in corsa, andavo a trovarlo per avere conforto nel suo negozio di abiti a Sesto Fiorentino”.
FRANCO CALAMAI

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