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Un dialogo fra grandi artisti nel Nuovo Museo dell’Opera del Duomo Cultura

Firenze – L’impatto è da mozzafiato e lascia i visitatori con la bocca aperta. Da una parte il colossale modelle in resina e polvere di marmo in scala 1:1 della facciata che Arnolfo Di Cambio realizzò a partire dal 1296 e che fu poi malauguratamente distrutta “perché non corrispondeva al gusto dell’epoca” nel 1587. Di fronte la Porta del Paradiso e la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti. 

E’ la nuova grande Sala dell’Antica Facciata ricavata nel vecchio teatro dell’Intrepido che era stato trasformato in garage e ora fa parte del Nuovo Museo dell’Opera del Duomo che sarà inaugurato il 29 ottobre e che è stato presentato oggi alla stampa. Il concetto della Sala è la riproduzione dell’antico “dialogo” che nella piazza c’era fra la facciata di Arnolfo e le grandi porte del Battistero, come una ricerca più completa e integrata del momento creativo di transizione fra l’arte del Medioevo e quella del Rinascimento, che l’uno Arnolfo preannunciava e l’altro, Ghiberti esprimeva compiutamente.

La gigantesca riproduzione è stata realizzata sulla base di un disegno cinquecentesco per ospitare le statue che lo stesso Arnolfo, ma anche Donatello e Nanni di Banco, avevano realizzato per raccontare la storia di Maria Vergine. “Noi non volevamo fare una riproduzione alla Disneyland – ha spiegato a Stamp Timothy Verdon, direttore e autore del progetto museologico insieme con l’architetto Adolfo Natalini e Guicciardini & Magni architetti – ma realizzare un modello di facciata autonomo, da comparare con gli altri modelli delle facciate fiorentine. E poi abbiamo messo i grandi frammenti decorati con tanti colori e intarsi della facciata originale in uno spazio adiacente per dare testimonianza di quello che era”. Inoltre – ha aggiunto – “abbiamo deciso questo bianco e questo chiaroscuro anche per far risaltare di più le sculture.

 

Nella foto. Timothy Verdon e Franco Lucchesi (a destra) presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore

 

 

 

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