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Un dono alla Galleria degli Uffizi: Giovanni Domenico Ferretti Cultura

Alla Galleria degli Uffizi si fa festa: arrivano in dono quattro belle tele (da restaurare) di un importante pittore settecentesco, Giovanni Domenico Ferretti,  di cui già al museo si conservano l’autoritratto, una Crocefissione e alcuni bozzetti.  Ci siamo informati sull’importanza di questa acquisizione interrogando una vera esperta, Valentina Conticelli, che dirige il Dipartimento del Settecento: “Le quattro grandi tele, generosamente offerte in dono, sono opera di uno dei più importanti pittori del Settecento fiorentino: Giovanni Domenico Ferretti (Firenze, 1692- 1668). I dipinti, pubblicati con l’attribuzione a Ferretti nel 1957 quando erano di proprietà di Giorgio Rovelli a Firenze, si trovavano nel 1968 in collezione privata milanese. Essi furono esposti alla mostra tenutasi a Firenze e a Detroit nel 1974 e sono considerati autografi nelle monografie dedicate al pittore da Edward A. Maser nel 1968 e da Francesca Baldassari nel 2002. Queste opere sono state anche oggetto di un circostanziato parere con cui Giuliano Briganti confermò l’attribuzione all’artista fiorentino.
Tre dei quattro dipinti raffigurano famiglie di satiri che giocano scambiandosi frutta e raccogliendo uva, bevendo o giocando nell’acqua, mentre la quarta tela rappresenta Diana, con arco e faretra, addormentata sotto un albero e accompagnata da putti e da cani dormienti.
La serie, caratterizzata dalla resa attenta e definita della muscolatura dei satiri – particolarmente evidente nel satiro di spalle immerso nell’acqua- dall’allegra giocosità dei putti e dagli ampi brani di cielo e nuvole, dovette essere concepita per decorare una sala importante di qualche palazzo, presumibilmente toscano, ancora non identificato dagli studi. Queste possono essere avvicinate ad altre opere del pittore, quali il bozzetto conservato alla Galleria Palatina che raffigura un Baccanale e, soprattutto, a un disegno del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi che rappresenta un satiro adulto di spalle, un satiro bambino e una figura addormentata. Diversamente dal bozzetto di Pitti, il disegno mostra il medesimo taglio verticale della composizione. Come rilevato da Briganti e dalla Baldassari le tele, per le loro caratteristiche stilistiche e per la vicinanza con altre opere del medesimo periodo, sono databili intorno alla metà del quarto decennio del Settecento.
L’acquisizione di questi dipinti nobiliterà la presenza del pittore nel patrimonio della Galleria degli Uffizi, perché queste sono quattro opere di grande qualità e d’indubbio fascino, che daranno grande risalto alla pittura del Settecento fiorentino nelle sale dei Nuovi Uffizi”.

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