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Un hospice di alta di alta qualità My Stamp

La mia esperienza dice di No, infatti la racconto dopo il decesso di mio padre, un fatto privato accaduto nella mia famiglia, ma che secondo me ha una valenza pubblica e quindi merita di essere condiviso con chi legge questa mia lettera. Sicuramente serve a me perché se posso accettare (?!) la sua morte (83 anni) non posso accettarla senza prima fare inevitabili confronti tra due Strutture in cui è stato ricoverato per un tumore al polmone in fase terminale. Il paragone, che voglio rendere pubblico, è tra un Reparto di Medicina dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana dove mio padre è stato ricoverato per 4 giorni e l’HOSPICE per le Cure Palliative dell’Azienda USL 5 di Pisa magistralmente diretto dalla dr.ssa Angela Gioia in Via Garibaldi, dove mio padre purtroppo (non solo perché è deceduto) è rimasto solo per un giorno e una notte.  Il confronto degli Standard di Qualità relativi all’Assistenza al Malato, ai suoi Familiari e all’Umanizzazione delle cure è Nettamente in favore dell’ HOSPICE. Un malato terminale non può essere ricoverato in un Reparto di Medicina accanto a pazienti comuni ed essere praticamente “lasciato solo e per di più privato anche dell’Intimità dei suoi Familiari” in attesa del suo Fine Vita.
Per quanto possa capire il contesto di cronicità e di estrema gravità dei pazienti ricoverati nel Reparto di Medicina, la frustrazione, la non motivazione, la stanchezza, la carenza di personale, non so se vi siano
responsabilità solamente individuali o se è il sistema di gestione che genera questa non attenzione, indifferenza, questa “NON empatia.."
Sono però sicuro che questi problemi non dovrebbero ricadere sul Paziente e sul suo gruppo Familiare, ma essere governati dal Responsabile, anche nell’interesse di quei pochi Operatori Medici e Infermieristici che in questo reparto hanno comunque assicurato a mio padre e alla mia famiglia una valida e professionale assistenza. E’ per questo che vorrei descrivere la mia esperienza all’HOSPICE perché se ne riconosca il bene di cui l'intera collettività può godere in questo Reparto davvero Provvidenziale dove mio padre è stato trasferito  gravissime condizioni e lì ha chiuso gli occhi.  L’ambiente è straordinario: ordine, fiori, tanti colori, arredi scelti con gusto, personale sorridente e inappuntabile, un luogo dove, oltre ad affrontare la morte ed il lutto, si offre cura, supporto e protezione ai malati e alle famiglie. Un luogo di dolore, certo, ma la dr.ssa Gioia, dr.ssa Marchi, la dr.ssa Morteo e tutto lo Staff Infermieristico e gli Operatori Socio Sanitari, di cui purtroppo non conosco i nomi, sono veramente «SPECIALI», sempre disponibili, sempre e immediatamente sorridenti e molto attivi, con lo spirito di essere al servizio dell’Ammalato e dei suoi Familiari coprendoli di continue attenzioni per alleviare la sofferenza con tutti i loro mezzi a disposizione e con in più il loro Calore. Un ambiente così protetto e pieno di attenzioni nei nostri riguardi, un ambiente davvero Provvidenziale! Io e la mia famiglia non abbiamo parole per esprime la nostra Gratitudine a tutte le persone che con estrema gentilezza, tatto e bravura, hanno saputo comprendere e assecondare ogni esigenza che sia stata espressa o accennata fino all’ultimo respiro di mio padre affinché potessimo passare nella nostra intimità questo tempo così prezioso e carico di pensieri. Tutto ciò ha reso meno dolorosa la perdita di mio padre in quanto il ricovero, trasformatosi in poche ore in una dipartita, ci è sembrato una Grazia in quanto abbiamo ricevuto da tutti gli Operatori attenzioni e calore umano e nei giorni successivi al decesso questo ha lasciato in tutti noi la certezza di essere stati aiutati a fare tutto il possibile per alleviare la sofferenza di mio padre. L’HOSPICE ha purtroppo un unico limite: dispone di soli 10 posti letto! Una goccia di Splendido Servizio Sanitario in un oceano di necessità. Pertanto, in un momento di ristrettezze economiche e di tagli alla Sanità, rivolgo un Forte Invito alle Istituzioni, agli Amministratori locali ed ai Responsabili dei Servizi Sociosanitari per continuare a dare sostegno a questo Provvidenziale Servizio e a promuoverne ulteriormente il suo funzionamento affinché, grazie alle Cure e alle Attenzioni di queste Persone Speciali, sempre più famiglie possano accompagnare i propri Cari al termine della vita come se fossero a casa loro.
Dr. Valter Metta

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