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Un light box digitale per Marivaux: le scene di Giacomo Costa Cinema, Cultura

Un Marivaux squisito questo Il gioco dell’amore e del caso, riadattato da Giuseppe Manfridi come “la storia di un contrasto tra classi sociali” e diretto “nella sua inattuale contemporaneità” da Piero Maccarinelli, che la Fondazione Teatro della Pergola ha prodotto, affidando i costumi alla grande Gabriella Pescucci e le scene a Giacomo Costa, ancor giovane artista fiorentino, esploso alla Biennale veneziana del 2009. Ci potremo divertire con la classica commedia degli equivoci settecentesca dal 24 al 29 aprile in prima nazionale, e delle scene siamo andati a parlare con l’eccitatissimo inventore. Non è la prima volta che ti cimenti col teatro, mi sembra di ricordare. “Già ho collaborato con De Filippo al Verdi nel 2010 e ho lavorato anche con Irene Grandi. Ma stavolta mi è stata affidata tutta la scenografia “. Il grandioso tunnel di immagini che hai presentato a Venezia tre anni fa è rimasto ben vivo nella mente di quanti lo hanno visto. Stavolta cosa ti ha ispirato questo testo del Settecento. “Il testo per me è molto cinematografico e quindi ho pensato di lasciare emergere gli attori. Ho disegnato uno spazio con due porte a imbotto e quattro poltrone d’epoca, contro uno schermo gigante di 8 metri per 6, un’enorme finestra su uno dei giardini incantati d’Europa”. Boboli, immagino. “Naturalmente è Boboli il mio giardino d’elezione, ne ho estratto l’immagine del lungo viale in discesa con le fontane e ho creato una videoproiezione di 100 diapositive che si fondono l’una sull’altra”. C’è un intervento di rielaborazione sulle immagini? “Ho accentuato e aggiunto certi colori per dare la sensazione che si guardi un fondale dipinto, ma ho rispettato il luogo così com’è, con l’intenzione di creare empatia tra scena, attori e pubblico”. Costa è entusiasta di lavorare accanto al premio Oscar Gabriella Pescucci che ha disegnato abiti contemporanei per i personaggi della commedia, “abiti allegri – ha dichiarato – che seguissero il divertimento del testo”. Anche il coinvolgimento con attori giovani come Paolo Briguglia, Antonia Liskova, Francesco Montanari e Fabrizia Sacchi, che vengono dal cinema e dalla televisione, è stato di stimolo per Giacomo Costa, che è ansioso di mostrare al pubblico della Pergola il suo affascinante “quadro vivente”.

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