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Un modesto suggerimento per aiutare le famiglie Opinion leader

Signori del Consiglio dei Ministri, visto che siete molto impegnati nel risolvere i problemi del debito pubblico, dell’evasione, della disoccupazione e mi fermo qui – lasciate stare i taxi almeno per il momento. Quando andavo a scuola – un po’ dopo il periodo giurassico – ci insegnavano che quando si fa una critica bisogna anche essere “costruttivi” e magari dare qualche suggerimento positivo, cioè non bastava dire “fai pena”. Allora, proviamo.
Invece di spendere milioni per creare “l’autorità taxi”, e poi mantenerla in vita per l’eternità (perché sappiamo che una volta eretto è pressoché impossibile smantellare un tale organismo) ecco un’idea sempre giurassico  – in uso nelle scuole pubbliche americane – per aiutare le famiglie. Dato che esiste l’obbligo scolastico e ciò comporta la necessità di comprare dei libri sempre più costosi, vorrei suggerire un esperimento. Scegliete un paio di comuni con scuole medie e autorizzate l’acquisto dei libri (di testo – storia, italiano, matematica, ecc., ma non i vocabolari – c’è un motivo, ma non abbastanza spazio ora per spiegarlo) per le tre classi da parte delle scuole stesse. I libri dovranno essere distribuiti agli alunni all’inizio dell’anno scolastico, tenuti con cura e restituiti alla fine dell’anno. Eventuali danni e/o perdite saranno a carico degli studenti. Il primo anno sarà facile perché i libri saranno tutti nuovi.
Quando vengono distribuito all’inizio del secondo anno, ogni studente dovrà ispezionare la dotazione, “denunciare” eventuali problemi – pagine strappate, segni d’inchiostro o evidenziatore, ecc. su un’ apposito modulo (e non ci vorrà un consulente strapagato per redigere quel foglio – posso pensarci io gratuitamente). Posso anche preparare l’etichetta tipo ex libris da incollare in ogni volume dove lo studente dovrà scrivere il proprio nome, il nome dell’insegnante della materia, classe, e anno – per facilitare la restituzione in caso di “smarrimento” e garantire la “rintracciabilità” nel caso di libri danneggiati. Si, ci saranno delle proteste  perché i ragazzi non potranno più scrivere nei libri – ma dall’altro canto, saranno costretti a prendere appunti e sappiamo che le cose che scriviamo vengono impresse meglio sulla mente che una semplice sottolineatura. Provare per credere. Ed è anche probabile che le case editrici storceranno la bocca all’inizio ma nel lungo andare faranno pari. Comunque, ho detto “esperimento” – se non funziona pazienza, non sarà l’unico da fallire, invece se va…forse le famiglie potranno vedere un segno tangibile dell’impegno dello stato a migliorare almeno un aspetto della vita e i soldi dei contribuenti verranno spese in modo più produttivo.
 

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