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Un nuovo manuale avvicina l’economia ai grandi problemi Cultura

Siena – Avevamo appena finito di leggere “Il Capitale del XXI secolo” di  Thomas Piketty,  che si lamenta del fatto che gli economisti si affidano troppo alle formule matematiche e poco alle altre discipline umane come la storia, la psicologia e la sociologia con il risultato di non prevenire mai né crisi né trasformazioni,  che ecco un libro fatto apposta per avviare la formazione di economisti di nuova generazione facendo proprie le raccomandazioni del saggio più letto degli ultimi due anni.

“L’ Economia”, uscito in italiano qualche mese fa a cura del Dipartimento di Economia e Statistica dell’Università di Siena, è il frutto di un progetto chiamato  “core Project”  finanziato dalla fondazione George Soros, il finanziere d’assalto diventato filantropo, ed è stato realizzato da un team internazionale di economisti coordinato da Wendy Carlin dell’University College di Londra direttrice del progetto. L’edizione senese è stata curata dai docenti  Luigi Bosco, Martina Cioni e Massimo D’Antoni.

Si tratta di una “versione beta”, come annunciano i curatori usando il linguaggio degli informatici, cioè quella che precede il rilascio definitivo online del prodotto. Una fase sperimentale che da sola testimonia dell’assoluto rigore scientifico che anima gli ideatori del progetto che si propone di proporre ai giovani un nuovo manuale dal  linguaggio e dall’impostazione diversi dai libri di testo di chi comincia a studiare la scienza economica. “L’approccio con il quale si insegna l’economia oggi è di natura deduttiva – spiega Massimo D’Antoni  – cioè si danno i principi di base del comportamento economico, per esempio l’ottimizzazione delle scelte individuali. Un modello interpretativo rigoroso, ma astratto e distante”.

L’ Economia invece parte dalla considerazione di dati e fenomeni, dai problemi, con un metodo più induttivo, “il più aderente possibile al fenomeno economico” e con un linguaggio che cerca di coniugare il rigore con la formazione e la visione del mondo dei giovani di oggi.  Dal punto di vista del taglio dei temi e dei contenuti, tuttavia, ci sono due aspetti che distinguono nettamente il  manuale senese per esempio da “Microeconomia”, il testo base dell’americano Hal R. Varian, che è il più usato nelle università italiane.

Più che all’efficienza si dà molto spazio infatti ai due concetti di equità e disuguaglianza, all’ambiente e ai costi della crescita.  “Nell’economia standard – spiega ancora D’Antoni – il rapporto fra datore di lavoro e lavoratore viene definito in modo astratto come un rapporto di scambio e dunque l’economista in erba non capirà bene la differenza con quanto avviene in qualunque altro mercato.  Il nuovo testo, invece, vuole mettere a fuoco che si tratta di fenomeni economici molto diversi”.

Per capirci leggiamo, nel primo capitolo intitolato “la Rivoluzione capitalista”, la definizione di Pil, prodotto interno lordo: “Il Pil è una misura della produzione, non è un indicatore di benessere né della qualità della vita”. Con questa semplice frase si introduce al grande dibattito sugli strumenti che misurano veramente il grado di benessere delle popolazioni e non solo in base alla produzione di ricchezza. E ancora, l’ambiente: “Con lo sviluppo del capitalismo, elementi del sistema ecologico come l’aria, l’acqua. Il suolo e il clima sono stati alterati in maniera più radicale di quanto non sia mai accaduto nella storia umana”.

Per quanto riguarda l’effetto disuguaglianza del capitalismo, il manuale introduce fra i primi strumenti analitici il coefficiente inventato dallo statistico italiano Corrado Gini che misura quanta disparità nel reddito, o altra misura nel tenore di vita, vi sia nella popolazione.. “La disuguaglianza – spiegano gli autori – è aumentata all’inizio del XIX secolo e successivamente è diminuita fino all’ultima decade del XX secolo, per poi aumentare di nuovo”.

Infine, vale la pena citare la dichiarazione programmatica che risponde alle preoccupazioni di Piketty che rivendica l’importanza dell’approccio multidisciplinare: “Per alcune questioni utilizziamo risultati provenienti dall’ingegneria, dalla biologia e dalla fisica. Per altri, le disuguaglianze economiche e perché variano tra paesi, faremo riferimento alla storia e alla politica. Intuizione dalla psicologia ci aiuteranno a comprendere il comportamento delle persone quando acquistano, lavorano ed investono”.

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