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Un Parlamento di competenti Opinion leader

Bersani si è posto il problema e ha deciso di far svolgere a fine mese primarie le cui procedure organizzative sono ancora da mettere a punto. E' una sfida lodevole che fa tesoro dell'esperienza positiva della scelta del candidato premier. In ogni caso è urgente porre la questione dei profili delle persone che dovranno chiedere il voto degli elettori. Allora ecco un unico semplice ed efficace criterio di selezione: la competenza.  Detta qualche decennio fa, questa frase sarebbe stata considerata una bestemmia o un’ovvietà. Un’ovvietà perché la competenza del politico è data per assunta come postulato. La politica è una professione ad alto tasso di specializzazione perché coinvolge non solo discipline tecniche ma anche skill come la capacità di relazione, la forza retorica, la conoscenza degli strumenti di comunicazione etc. Dunque, si sarebbe detto, ciò che cerchiamo sono bravi politici, questa è la loro competenza.

Una bestemmia, perché secondo un vecchio modo di pensare il politico non ha bisogno di competenze, ha bisogno di individuare e dunque di circondarsi di persone competenti, che sono in grado di seguire le sue indicazioni ispirate alla scienza difficile ed esaltante della guida degli uomini. Ora purtroppo il miserevole stato del nostro sistema istituzionale, politico, economico e sociale dimostra che questa capacità di individuare persone competenti a cui affidarsi per la forza degli argomenti e dei problemi non c’è più da molto tempo. La cosa è talmente evidente che si è dovuto creare un governo – commissario di tecnici, cioé di competenti scelti al di fuori del Parlamento proprio per porre rimedio all'incapacità di intendere e di volere di chi era stato indicato dai cittadini a tenere in mano le redini del potere. Ma proprio per la sua natura di "pronto-casa" chiamato per riparazioni di emergenza, la sua missione non poteva durare a lungo. 

Nel frattempo, ovunque ci volgiamo, la constatazione rimane sempre la stessa: dobbiamo rimetterci le mani e dobbiamo farlo a prescindere delle singole posizioni politico-ideologiche. Il motore è in panne, va riparato secondo la soluzione che la maggioranza riterrà migliore, ma conoscendo e applicando correttamente “il manuale tecnico”:  che fuor di metafora significa possedere gli elementi essenziali storici, tecnici, applicativi, comparativi che riguardano un determinato settore.

Per avere finalmente un Parlamento all’altezza del tempo che stiamo vivendo occorre che i suoi inquilini siano il meglio che la società civile sa esprimere come capacità di comprensione e gestione dei singoli problemi che eserciteranno all’interno di una determinata visione del futuro della nostra comunità nazionale. Credo che il compito prioritario di noi giornalisti in questo frangente elettorale sia proprio quello di un check costante e impietoso delle competenze dimostrate fino ad oggi (non solo dette) da coloro che si proporranno come candidati.

Vado ancora più in là: dovremmo addirittura proporre e segnalare queste competenze in modo da costringere coloro che si chiuderanno nelle sedi dei partiti a stilare la lista dei candidati e soprattutto di quelli che dovranno essere eletti in base alle previsioni sui risultati a confrontare e a motivare le loro scelte. STAMP cercherà di dare il suo contributo.

 

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