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Un Pierino a sorpresa, tra Haydn e Prokof’ev Cultura

E’ accaduto giovedì 14 febbraio sera, consueto giorno per l’appuntamento sinfonico pratese. La favola in musica di Prokof’ev ha tratto a sé un numeroso pubblico fino a quasi riempire al completo il teatro Politeama. Il proscenio ha ricambiato l’attesa, con il maestro Pinzauti che ha diretto la sua orchestra come di consuetudine esempio, con al suo fianco un divertente narratore: Alberto Batisti, direttore artistico dell’Orchestra Camerata Strumentale “Città di Prato”. Affianco, come sotto l’ala protettrice, undici anatroccoli, i piccoli artisti dell’Orchestra Suzuki di Firenze diretta da Virginia Ceri, che hanno interpretato questo speciale “ Pierino e il Lupo” al pari dei più grandi e bravi orchestrali. La serata è stata caratterizzata dall’aspetto didattico pedagogico. Pinzauti e Batisti, hanno spiegato intervenendo, sia in apertura del concerto sia durante, alcuni aspetti o caratteristiche del programma che comprendeva la splendida sinfonia n. 94 in sol maggiore di Haydn detta “ La sorpresa”. Tra le tante sinfonie londinesi scritte forse nel periodo più fortunato del grande maestro austriaco, questa, ha sottolineato Pinzauti, si pone come un punto di riferimento della musica sinfonica dell’ottocento, almeno per il secondo movimento.

L’Andante principia con disarmante semplicità ripetendo, come buffi passetti danzanti, una serie di variazioni e l’improvvisa esplosione che sorprende e fa sobbalzare l’ascoltatore. Al tre e sette, cabalistico inizio, si deve la parodia esplosiva del Timpano per destare il pubblico dall’addormentarsi durante l’adagio sinfonico che Haydn rimproverava a quella parte del suo pubblico con affabile simpatia. Non potendolo affermare con certezza, userò il pluralis modestie, cosciente d’essere appena un cronachista che altro, spacciato per critico in modo mendace. La cosa interessante é, invece, trovare un aspetto affine ai due capolavori. In questo appuntamento musicale, così distanti nel tempo, è l’invito all’ascolto attraverso le brevi ed efficaci introduzioni che si sono prestate ad unire i due capolavori. Se l’apertura con Haydn è stata a sorpresa, la rielaborazione in chiave ambientalista del testo di Sergej Prokof’ev di” Pierino e il Lupo”, da parte di Batisti, non è da meno. La favola di Perrault è diventata per l’occasione due volte favola, illustrata dai simpatici disegni di Niccolò Storai per la scenografia di Eugenio Casini. Il ribaltamento dei protagonisti è dunque un fatto: Pierino è Pierone cacciatore cattivo e il lupo è un cucciolo sveglio, Lupino. La storia la conoscerete, la musica va ascoltata. L’esecuzione applaudita. Ogni strumento è l’interprete di un personaggio. Ammirevoli tutte le prime parti. Il morbido fagotto, fagatto, direi, per il gatto? La simpaticissima anatra dell’Oboe? Chi s’ammira di più ? Tutti, ripeto, con fascino candore. E i ragazzi della Suziki? Hanno ricevuto pubblica ammirazione e applausi. Il progetto della scuola, il metodo dell’insegnamento, la trasmissione del linguaggio musicale ai fanciulli, dai piccini agli adolescenti, è un gran merito che si coglie nei suoi principi didattici. Se è vero che l’uomo è figlio del suo ambiente e che nessun uccellino ha imparato a cantare leggendo, ma ha ascoltato i grandi e con loro ha provato a volare, vuol dire che sviluppare l’arte serve a crescere per l’umanità cosciente, oltre i confini, o barriere, verso il ben comune, il piacere della vita e la dignità degli individui.

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