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Un Pinocchio made in Florence.Torna sullo schermo il cartoon di Giuliano Cenci. Cronaca

Esce in sala per un pomeriggio, Un burattino di nome Pinocchio, firmato da  Giuliano Cenci, classe 1931, autore e disegnatore dei principali protagonisti di molti i cartoons anche pubblicitari. Usciti dalle sue matite personaggi come, tra gli altri, Calimero, La Pimpa, Grisù e Lupo Alberto. In una sala strapiena di bambini e ovviamente di parecchi parenti, seduti in tutti gli ordini, ma anche sulla soffice moquette, Giuliano Cenci ha letto la storia romanzesca e a tratti triste, della sua carriera di Disney fiorentino. Il desiderio coltivato fin dall’infanzia, segnata dalla guerra e dalle precarie condizioni economiche, dopo la visione dei  film d’animazione americani, di diventare a sua volta un cartoonist;  un grande sogno per il quale trovò  collaborazione in famiglia, a cominciare dal padre e dal fratello e in seguito dalla moglie, mentre lavorava come manovale per i lavori stradali. Cenci è sempre andato avanti, ingegnandosi a capire  come realizzare  film d'animazione, riuscendo a diplomarsi all'Accademia delle Belle Arti e a perfezionare la tecnica di creazione di film a cartoni animati. Un lavoro artigianale e artistico che lo vede, agli inizi degli anni '60, affermarsi come disegnatore a fianco di colleghi illustri quali Bozzetto, i fratelli Gavioli, Cavandoli, i fratelli Pagot. L'idea del suo Pinocchio matura allora, ma è un progetto ambizioso che necessita di una grande produzione. Grazie alla sua notorietà, la produzione fu trovata in un pool di 52 finanziatori, che arrivarono a mettere a disposizione del film 470 milioni: una cifra enorme per l'epoca. La lavorazione del film durò 5 anni, e coinvolse il lavoro di 50 persone tra disegnatori, pittori e tecnici, e fu interamente realizzato a Firenze. Sembrerebbe una storia fortunata e invece proprio sul più bello Cioni fu piegato dalla sua inesperienza commerciale. Goffredo Lombardo della Titanus, si offrì per la distribuzione internazionale, ma  i no dei vari produttori, fecero saltare l'accordo. Cenci fu addirittura costretto a vendere la propria abitazione per cercare di riparare i debiti contratti. Del film, proiettato una sola volta dalla RAI negli anni '90 e poi riposto in un anonimo archivio, si erano perfino perse le tracce. Poi, lo ha sottolineato proprio Cenci, la svolta che ha del fantastico: l’anno scorso i negativi vengono ritrovati e restaurati  in edizione digitale full HD dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale con la sua supervisione, presso i laboratori Eurolab/Cinema Communications Services. Insomma, come per il famoso burattino di Collodi, alla cui trama il bellissimo film si attiene scrupolosamente, anche la storia di Giuliano Cenci ha avuto il suo lieto fine. Ora aspettiamo il DVD e altre uscite nelle sale per il divertimento di tanti altri bambini.
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