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Un po’ di pietas anche per le palazzine Opinion leader

Giorni fa la Soprintendente Alessandra Marino per la seconda volta in due mesi ha sollecitato le Ferrovie a presentare un progetto adeguato per “bucare” con la Linea 2 della tramvia la palazzina di Angiolo Mazzoni. Progetto che la Soprintendenza aspetta da un anno.
Il Fabbricato alloggi e servizi accessori fu realizzato nel 1934 come parte di un insieme comprendente la Torre idrica (probabilmente calcolata dal giovane Pier Luigi Nervi) e l’Officina della Squadra Rialzo – “cospicua presenza industriale integrata alla città dalla palazzina posta all’angolo tra viale Belfiore e il viale Francesco Redi, dalle vetrate che illuminate e illuminanti nettamente qualificavano il suo essere officina” (M. Cozzi) .
Il paesaggio industriale costruito da Mazzoni comprendeva la splendida Centrale termica e Cabina apparati centrali della stazione di S. Maria Novella, il Fabbricato per la Mensa del Dopolavoro, per uffici e alloggi, i due serbatoi cilindrici “incamiciati” adiacenti alla Mensa, l’intera quinta stradale lungo via Alamanni fino al sottovia di viale Fratelli Rosselli e un’ala del Fabbricato viaggiatori, comprese le pensiline. “Per dimensioni questa sequenza di costruzioni non ha precedenti nell’opera dell’architetto e verrà superata soltanto dai complessi di Roma Termini e di Messina” (M. Giacomelli).
La palazzina, gravemente danneggiata dalla guerra, fu quasi interamente ricostruita nel 1945. Dato che le ampie vetrate di stile razionalista si erano dimostrate poco adatte ad assicurare l’isolamento termico, nella ricostruzione vennero sostituite da finestre. Nel 1955 per la carenza di alloggi fu aggiunto un altro piano e più tardi anche l’Officina venne modificata.
Attualmente questa serie di architetture è in agonia. La Centrale termica, malgrado la prevista destinazione a Museo delle Ferrovie, si trova in condizioni di degrado totale. La continuità del paramento murario di viale Belfiore è stata interrotta da un secondo e ignobile sottovia.
La copertura “torica” in marmo e alcune bozze di pietra forte del muro di contenimento della rampa di via Alamanni sono state asportate. Recentemente è stato svincolato l’edificio delle pompe adiacente alla Centrale termica in via Cittadella.
La palazzina, su cui nel frattempo era stato apposto un vincolo, divenne oggetto di contesa nel ’99 in quanto coinvolta nel progetto Zevi per la stazione AV che ne prevedeva la demolizione. Opposto il vincolo da parte della Soprintendenza venne proposto un secondo programma che inglobava gli edifici. Ma il progetto non convinse e due anni dopo, con procedura poco trasparente, fu indetto il concorso internazionale che condusse alla Stazione Foster, significativamente spostata verso nord.
Oggi un’emergenza architettonica che – almeno stando agli atti più che alle dichiarazioni dei protagonisti – risulta talmente pregiata da affondare il progetto Zevi per la stazione Belfiore, viene nondimeno forata per farci passare una linea tranviaria con sprezzo del senso comune, se non del ridicolo. Il bello è che con le mie orecchie ho sentito due volte rivendicare questo progetto, di cui evidentemente si va orgogliosi: prima da una Soprintendente, poi da un volenteroso funzionario del Comune che si occupa di tramvie. Il fatto è che in questi casi l’azione distinta e l’interferenza reciproca di vari soggetti (Soprintendenza, Comune, Ferrovie) produce mostri.
Io penso che volendo mantenere quel vincolo si dovrebbe ricostruire la palazzina com’era e dov’era, magari climatizzandola. Oppure, se proprio la Linea 2 deve passare di lì, si abbia il coraggio di abbattere questo lacerto e ci si affidi a un bravo architetto, capace di reinterpretare, a distanza di 80 anni, lo spirito del Mazzoni.

Paolo Celebre
 

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