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Un posto letto alla stazione per il cingalese che aiutò la Polizia Cronaca

Ed è proprio nel giorno dello sciopero di Ataf contro la privatizzazione dell'azienda che la tormentata storia di Maxy Balasurya trova un suo, speriamo non definitivo, comunque amaro epilogo: stanotte, in un sacco a pelo, Maxy dormirà su una panchina della stazione.

Intanto, una breve sintesi della vicenda. Il cittadino cingalese, dipendente di una cooperativa operante presso Ataf, dette il suo coraggioso contributo a denunciare alla Polizia furti di carburante  nel deposito dei bus di viale dei Mille. In seguito, fu premiato dall'azienda con lo spostamento presso una società partecipata, Opitec, che da lì a poco chiuse licenziandolo e mettendolo in cassa integrazione. In conseguenza a ciò, Maxy e la sua famiglia, moglie e due figli, non riuscirono più a pagare l'affitto per un fatiscente alloggio in via Della Robbia. Numerosi i rinvii della forza pubblica  per l'esecuzione dello sfratto, cui il Sunia si oppose, cercando di fare passare la famiglia in un'altra abitazione. Ma stamattina il coraggioso cingalese è stato costretto a alsciare l'alloggio. La soluzione? Moglie e figli presso una casa-famiglia, lui con un sacco a pelo alla stazione. Appuntamento con l'assistente sociale: il 20 marzo, con buona pace dell'urgenza del caso. Per cosa? Per aspirare a un posto letto presso l'Albergo Popolare.

Il "succo" della vicenda lo riassume il segretario del Sunia Simone Porzio, che si è occupato a lngo del caso.
"Ciò che fa più male e rabbia – spiega Porzio – è che Maxy non sia stato minimamente assistito nella ricollocazione lavorativa da Ataf, l'azienda per cui aveva collaborato con la giustizia e che per questo motivo lo aveva convitno ad accettare la "ricollocazione premio" presso Opitec". Colloqui e contati il segretario del Sunia ne ha avuti: presso una cooperativa che lavora per Ataf, ad esempio, o col presidente dell'azienda Bonaccorsi. Niente. Silenzio. In queste settimane, denuncia Porzio, svariati tentativi di parlare con Bonaccorsi sono andati a vuoto.

«Oggi – conclude Porzio – ho contattato direttamente l’ufficio del personale di una cooperativa di Bari che eroga servizi ad Ataf per sensibilizzarli a valutare la situazione lavorativa e familiare di Maxy. Siamo sinceramente amareggiati di come sta procedendo la vicenda. Nonostante gli appelli e le buone intenzioni, nella civilissima Firenze, Maxy cittadino onesto con la sola colpa di aver collaborato con le istituzioni e per questo senza lavoro e sfrattato, dormirà sotto le stelle alla stazione, lontano dai suoi cari con buona pace di tutti, soprattutto di Ataf, meno che del Sunia". 

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