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Un progetto dei cittadini per l’ex Manifattura Tabacchi Cronaca

Alla fine si è deciso di definire un piano concreto con l'aiuto di architetti e urbanisti del quartiere per aprire una trattativa e trovare un accordo. Due le premesse di partenza: l’area si estende per sei ettari di superficie che vedrebbe mutare la sua morfologia; il progetto di riqualificazione non interessa solo l’ex Manifattura, ma l’intero territorio che la circonda e cioè tutta quella parte del quartiere uno che confina con il quartiere cinque. Il progetto presentato in occasione dei cento luoghi in tre diversi incontri del 9, 16 e 23 novembre, prevede: un nucleo abitativo per accogliere 1800 nuovi residenti, luoghi d’aggregazione (piazze, giardini) e una rivoluzione dal punto di vista della viabilità. Questo progetto ipotetico, ancora in attesa di approvazione, trova nei residenti della zona la prima opposizione. “Siamo tutti d’accordo con la riqualificazione della zona – esordisce Susetta – però siamo perplessi sul progetto proposto; l’ex Manifattura tabacchi è una piccola città estesa per sei ettari che, oggi in disuso, è divenuta di proprietà dei privati almeno per il 50% . Con il vecchio piano del 1998 l’intera area sarebbe da adibire al servizio pubblico”.
Le preoccupazioni comunque non si fermano solamente dal punto di vista di una probabile speculazione edilizia, ma anche su punti concreti della modifica logistica e ambientale del territorio che possono essere sintetizzati in due temi centrali. Il primo riguarda la viabilità: “L’enorme progetto prevede 103.000 metri quadrati destinati a uffici, alberghi e una parte commerciale – continua Susetta – ma non è prevista un’infrastruttura di viabilità. L’unica proposta è la costruzione di una rotonda tra via Baracca e piazza Puccini e un’inversione del senso di marcia nella Piazza stessa. Non c’è nel progetto l’idea di creare un’infrastruttura nuova”.
Il secondo punto che sta molto a cuore all’assemblea dei cittadini è il problema della costruzione ex novo dei luoghi di unione come le piazze, ma anche la nascita di due o tre grattacieli dell’altezza di 17/23 metri che incrementerebbero il numero dei residenti di 1.800 persone, aumentando così, di fatto, il rischio del collasso della viabilità: aumenta il numero delle auto nel quartiere, ma il numero dei parcheggi rimane invariato. Susetta: “I giardini che dovrebbero essere creati ex novo sarebbero di fatto circondati e chiusi dai palazzi che non renderebbero tali spazi luoghi d’aggregazione. Una piazza appena costruita da solo non diviene tale, ha bisogno che le persone la sfruttino”.
Tante le perplessità e le critiche anche verso un’amministrazione comunale che per adesso non si è fatta sentire. A calmare un po’ i timori dei cittadini presenti è stato il consigliere comunale  Maurizio Guanci (Pd): “Questo progetto a mio parere non è futuro, ma futuribile. Ancora la sovrintendenza addetta a dare un giudizio per fare partire il progetto, è contraria su diversi punti, quindi posso garantire che i tempi non saranno brevi. Una volta che ci sarà il sì della sovrintendente, comunque, la battaglia si sposterà in Consiglio comunale”. Per quanto riguarda l’assenza dell’amministrazione comunale, Guanci ha spezzato una lancia a suo favore perché il Comune non ha il potere d’intervenire perché il titolare è lo stato. Comunque, “se sarà attuato il progetto, allora la politica cittadina avrà il compito materialmente di gestire le funzioni e la variante urbanistica”.
Quattro sono i punti che l’assemblea ha chiesto al Comune: In conclusione i cittadini presenti all’assemblea hanno stilato una richiesta scritta al comune di Firenze, sintetizzata in quattro punti per la rivalutazione della Manifattura Tabacchi: l’area non sia svenduta alla proprietà privata, perché il nuovo piano regolatore permetterebbe il passaggio dell’intera area dalla destinazione del servizio pubblico all’uso privato; l’amministratore comunale deve creare una reale trattativa con la proprietà in modo da mantenere la percentuale superiore al 50% dell’area destinata a funzioni pubbliche ovviamente non a scapito della residenza presente; una concreta realizzazione delle infrastrutture sia ferroviarie, come la linea quattro, sia viarie come la strada “Lungo il macinate”; l’ipotesi di recupero sia considerato nel quadro dell’intero quartiere interessato anche dall’insediamento di Porta al Prato e possa costituire un’occasione di riequilibrio di servizi e spazi pubblici come previsto dal Piano Strutturale. Su questi quattro punti si articolerà il dibattito e saranno essi la base per la creazione di un tavolo di trattativa tra proprietà, amministrazione pubblica e cittadini. L’idea, ancora in stato embrionale, è la proposta di definire un progetto attraverso il lavoro degli esperti che risiedono nella zona.
          

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