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Un progetto rivoluzionario “cacciatori-ambientalisti” riporta le pernici rosse sulle Apuane Ambiente

Un'esperienza innovativa che vede i cacciatori operare per obiettivi di ripristino della biodiversità. E' il progetto, finanziato con 40.000 euro da fondi regionali per la caccia, che ha reintrodotto la pernice rossa nell'ambiente roccioso del Monte Matanna e in località Puntato, nel comune di Stazzema (Lu). E' nato da una collaborazione innovativa tra Parco regionale, Ambito territoriale di caccia Lucca 12 e Provincia di Lucca. Si tratta della prima esperienza in Toscana che vede operatori della biodiversità, come i parchi, cacciatori e operatori della gestione faunistica-venatoria insieme per il recupero di specie scomparse e l'accrescimento della biodiversità. Sono 400 gli esemplari, provenienti da un allevamento di Scarlino (Grosseto) e certificati dall'Ispra, trasferiti nei due siti (200 per ogni sito) nei quali son state allestite apposite voliere dove i volatili di Alectoris rufa (Linnaeus 1758) potranno trovare cibo e acqua. Così questa specie di galliformi tornerà, dopo svariati decennti, a popolare in gran numero i pascoli montani delle Alpi Apuane, fra Alta Versilia e Garfagnana.

Le popolazioni di pernice rossa erano legate all'ambiente dell'agricoltura montana su terrazzamenti che, fino a prima dell'esodo rurale dalla mantagna nel secondo dopo guerra, erano gestiti da montanari ed agricoltori. In quei tempi la presenza dell'uomo nel loro habitat naturale non rappresentava soltanto il pericolo di essere cacciate, ma anche il vantaggio di trovare grano e altri cereali. Oltre al progressivo declino e abbandono dell'agricoltura di montagna nello scorso secolo, è stata anche la caccia indiscriminata e senza regole a portare nel corso dei decenni alla graduale scomparsa di questi uccelli.

Foto www.naturalmentefotografi.it
 

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