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Una bi – personale: George Woodman e Manfred Bischoff Cultura

Si apre oggi 22 novembre 2012 alle 18 (e fino al 2 febbraio 2013) alla galleria Alessandro Bagnai di Firenze una nuova esposizione dell'artista americano George Woodman (Concord, New Hampshire, 1932),  “George Woodman Heroines”. In mostra una serie di fotografie di forme scultoree e umane, dove prevale il bianco e nero, oltre a una serie limitata di fotografia-dipinta, molto singolare, che ha sempre per soggetto il corpo femminile. Woodman è stato uno dei pionieri del movimento basato sulla ricerca di un sistema di colori, chiamato Pattern & Decoration e assai noto negli anni Settanta. Negli anni Ottanta l’artista si è dedicato seriamente alla fotografia in bianco e nero, il cui soggetto era sia la natura, sia la figura – spesso immagini di pitture o sculture derivate dall’arte antica – nelle quali introduceva corpi sensuali di modelle nude. Di lui è stato scritto a ragion veduta, che fra la sua pittura e la fotografia attuale esiste un legame molto stretto, e che il riferimento costante all’arte già esistente è “un fare arte intorno all’arte”, con colta consapevolezza. Alla galleria Bagnai si possono ammirare i recenti mixaggi delle due forme espressive.

Nella bella galleria all’interno di Palazzo Ricasoli, ha il suo spazio anche il design d'autore, scelto da Antonella Villanova, in questo caso la raffinata altra personale dedicata all’artista orafo Manfred Bischoff, di cui sono in mostra pochi, esemplari pezzi preziosi che lui stesso descrive ironicamente ma appropriatamente, così: “Il mio lavoro è un costante equivoco in oro, corallo e titolo”. Frase sibillina che però si disvela appena poggiamo lo sguardo sulle fantastiche creature da lui plasmate usando i due preziosi materiali, posati su cartoncini dove appare un confuso ghirigoro scritto a penna. Scrive Emanuela Nobile Mino in catalogo: “Secondo una strategia fatta di continui rimbalzi tra parola e immagini (…) il gioiello una volta separato dal testo, si fa a sua volta rebus e si decripta facendo appello al titolo”. Leggiamo che questi pezzi d’oro si chiamano Freud o Warhol, o ancora La madonna del parto, quando il riferimento è, diciamo, storico, oppure rappresentano buffi animali, topi, volatili, serpenti, che parrebbero fuggiti da uno zoo disegnato da un bambino impertinente.


 

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