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Una bottiglia di vino? Grande, mezza o mignon? Società

Classica, elegante e nobile nel suo abito scuro che si fa sempre più raffinato grazie alla dedizione di speciali “stilisti” specializzati proprio nel realizzare l’abito del vino.
Ormai da molti anni ha soppiantato sulle tavole di tutto il mondo i rustici fiaschi che tanto facevano country style, ma che si stanno perdendo nella memoria perché poco pratici, poco eleganti, ma soprattutto perché le fiascaie che a mano li lavoravano sono state spazzate via dai tempi moderni.
E’ la bordolese: la bottiglia del vino: classica, elegante e nobile dicevamo, ma anche slanciata e proporzionata nella sua “classica” dimensione da 750 ml.
Un must non solo dell’enogastronomia, ma un must del lusso e del gusto che sta conquistando anche i nuovi mercati tant’è che le bottiglie più pregiate, spesso battute all’asta a prezzi stratosferici, si trovano in bella mostra nelle (poche) lussuose enoteche di Mosca e San Pietroburgo.
Da alcuni anni, seppur ancora con qualche difficoltà ad imporsi sul mercato, è spuntata la “mezza-bordolese” da 375 ml., un formato fino a pochissimi anni fa riservato tutt’al più solo a qualche vino dolce. Oggi la mezza-bordolese, adottata come formato da tante importanti aziende fa bella mostra di sé sugli scaffali della grande distribuzione e nelle cantine dei ristoranti più importanti togliendosi quell’alone di rarità o formato riservato… a chi non vuole spendere…
I perché di questo successo che comunque è bene ribadire è meno folgorante del previsto va da ricercarsi in più di un fattore. Il primo conseguente della crisi economica e del cambiamento delle abitudini è da ricercarsi nella diminuzione dei consumi: basti pensare che pro-capite un italiano d’inizio 1900 beveva 120 litri l’anno di vino, mentre oggi non supera i 40. Secondo motivo è la maggiore attenzione al salutismo: il vino (specie se rosso) è vero che fa bene, ma in modiche quantità. Terzo e forse primo in ordine d’importanza sono le severe leggi anti-alcool al volante.
Bene è specificare però che qualche difettuccio la mezza-bordolese ce l’ha. Il prezzo innanzitutto che non è proprio mezzo come si potrebbe pensare rispetto al prezzo della classica da 750 ml. e poi da valutare sempre che il vino nella bottiglia piccola invecchia molto più velocemente quindi scegliamo la mezza bottiglia solo per vini di annate recenti.
Certo che la soluzione migliore per bere in maniera più moderata e non rischiare di avere spiacevoli sorprese ad un possibile controllo alcool test sarebbe poter optare per un buon vino al bicchiere, ma qui le dolenti note: questa pratica non è molto diffusa ancora, specie se si parla di vini importanti: il rischio è di aprire una bottiglia e lasciarla aperta per troppo tempo e il ristoratore è portato a non rischiare in qualità ed economicità.
Arriva dall’America la quarta via; una nuova strada che forse a noi italiani “classicisti” in tema di enologia può fare quasi sorridere:i mini-tester di vino.
Venduti on line e con grandi chef italo-americani come testimonial fra cui Mario Batali e Michael Chiarello ricalcando la formula dei mini-tester di profumi, da provare prima dell’acquisto. Questi kit del provetto degustatore contengono 6 campioni da 50 ml. a costi che variano dai 25 ai 35 dollari soprattutto di vini californiani da ordinare via internet, assaggiare e poi eventualmente acquistare nel formato regular.
Un mondo vivo ed in evoluzione quello dell’enologia che si sta togliendo di dosso quell’alone di staticità per andare incontro ai nuovi gusti, ai nuovi trend e sopratutto ai nuovi consumatori che saranno il mercato del futuro.

Nadia Fondelli

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