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Lebowski-Black Candy: un progetto che unisce musica, calcio e società Breaking news, Opinion leader, Società

Firenze – Ciò che rappresenta il Centro Storico Lebowski e ciò che rappresenta la Black Candy Records, vale a dire una società sportiva dilettantistica e un’etichetta discografica indipendente, è qualcosa che si misura con un metro diverso rispetto ad altre, più conosciute, realtà che si muovono nello stesso ambito, vale a dire calcio e musica. E tuttavia, è proprio questa “misura diversa” che definisce il punto che ha reso possibile un incontro il cui frutto è, come dicono i protagonisti, “qualcosa di grande”, vale a dire la compilation “That’s the Way – Volume 1°” , il cui ricavato andrà a coprire le spese per la scuola di calcio del Lebowski.

La compilation è stata presentata ieri allo Yellow Record, storico negozio dei sogni in musica dell’Isolotto, punto di riferimento del territorio per tutto ciò che riguarda il futuro in campo musicale. E qui, fra i protagonisti dell’iniziativa, si tocca con mano il progetto generale che in dieci anni di caparbia e ininterrotta attività è stato portato avanti. Un progetto i cui prodromi cominciano a formarsi negli anni ’80, quando il calcio si trasforma via via in un luccicante e opaco intreccio di interessi e soldi che finiscono per sradicare lo sport più bello del mondo dalla sua anima popolare. In altre parole, quando s’affaccia il fenomeno degli ultras negli stadi, che segnala che si è creata una frattura fra la comunità popolare che sostiene quell’immensa catarsi collettiva che è il gioco del calcio e l’evento sportivo. O perlomeno ( come riporta la nota, è proprio un “ultras” Geppo, a scatenare con una lettera al Guerin Sportivo una discussione per certi aspetti ancora non del tutto terminata) pone l’interrogativo: quanto il calcio incarni ancora “i sogni, le tensioni, la realtà della comunità che lo vive”. 

La risposta di una parte della comunità nasce nelle curve, in un periodo (siamo nel 2010) in cui è sempre più chiara la lontananza fra squadra-giocatori-mondo del calcio e comunità. Una risposta faticosa ma entusiasmante, una sfida che riporta all’aggregazione, al legame diretto gruppo-squadra. “Non volevamo avere dubbi – dicono – sul fatto che un nostro atleta giocasse per il Lebowski e per noi”. 

Una storia declinabile nel senso generale anche per l’etichetta musicale indipendente Black Candy Records. La necessità insomma, di riavvicinare quei mondi (la musica, il calcio) che da espressione di una collettività, dei suoi sogni e perché no, della sua rabbia, sono diventati territorio di business fine a se stesso, alle loro “basi”, a ciò che ne assicura vitalità e futuro.

Il fatto infine che il ricavato della vendita vada alla scuola di calcio Lebowski ha un senso tutto particolare. Intanto, l’attività si basa sul volontariato, e questo riguarda tutta la squadra e l’organizzazione. La forma è quella, conosciuta anche in altre realtà, di tifosi-soci. La scuola di calcio ha una finalità primaria, che è quella di permettere a qualsiasi bambino di avvicinarsi al calcio senza dipendere dalle costosissime scuole “tradizionali”; all’interno della scuola, come spiega Tommaso, si va dalla preparazione fisica tout court, all’educazione generale di tipo ginnico, all’apprendimento delle tecniche base, e poi, via via, all’introduzione delle partite e dei primi “campionati”. “Non si tratta di vendere un servizio – spiega Amilcare – ma di rendere accessibile un progetto aperto”. Infatti, quei principi di aggregazione e solidarietà che rendono il gioco del calcio vincente e avvincente per chi lo pratica e per chi lo guarda, riguardano anche l’intero gruppo che ruota attorno, e che deve essere coinvolto, come i genitori dei ragazzi. Segnale che qualcosa di diverso davvero si crea, è un occhio a chi partecipa al “progetto”: si tratta, fra allenatori, soci-tifosi, dirigenti ed atleti, di operai, disoccupati, liberi professionisti, studenti. Insomma, una buona rappresentanza trasversale di tutta quella gente che continua a credere che il calcio sia qualcosa di più di un “servizio” ma possa essere un “progetto”. Nelle cui mani, alla fine, risiede la risposta al dilemma: il calcio rimarrà “il gioco più bello del mondo”?.

“That’s the Way Volume 1°” è uscito ieri, 17 gennaio, su Black Candy Records con distribuzione per l’Italia Audiophone, ed è già in vendita allo Yellow Record, via Torcicoda 169/r, Firenze.

 

 

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