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Un giorno al Mandela con 8mila ragazzi a parlare di diritti Cronaca

Firenze – Non c’è libertà senza diritti”; “La dignità dell’uomo, un ideale per cui vale la pena combattere”; “Un mondo senza amore non è un mondo”. Questi sono solo alcuni di tutti i messaggi preparati e presentati su manifesti, magliette, striscioni, palloncini colorati dagli 8mila studenti ed insegnanti riuniti stamattina al Nelson Mandela Forum per il 22o Meeting dei diritti umani, lanciato quest’anno sotto un titolo basato sulle parole di Nelson Mandela: “Nessuno è nato per odiare’’.

Ad accogliere ragazze e ragazzi c’era Dj Carletto che insieme al blogger e attore Saverio Tommasi e la cantautrice fiorentina Diana Winter conduceva la giornata. E questa giornata ha iniziato con un contributo musicale dei finalisti del concorso “Mai in Silenzio: la musica contro la violenza di genere”, il concorso effettuato nel contesto del tema del meeting dell’anno scorso. Prima ad esibirsi era Giada Bernardini con Come la pioggia, poi i Diari della fine con Piccoli così e più avanti nel corso della mattinata anche Frigo con Leoni da cortile.

Poi si è affrontato il primo tema dell’edizione attuale: il potere delle parole. Per questo è apparsa sul palco Rosy Russo che ha presentato il Manifesto Parole O_Stili, una carta con dieci principi della comunicazione per lottare contro l’ostilità delle parole in Rete, ideata insieme a Edoardo Colombo.

“Le parole sono un ponte, possono avvicinare, unire, abbracciare – ha detto – Ma possono anche fare molto male, dipende da chi le dice. Carolina Picchio, la prima vittima di cyberbullismo, prima di lasciarci disse ‘Le parole possono far male più delle botte’. Quando postiamo qualcosa in rete, sui social, possiamo ferire qualcuno e fargli male. Le parole sono importanti e forse i commenti peggiori non sono quelli che contengono parolacce o offese ma quelle che, con il loro contenuto, feriscono. Queste sono davvero le peggiori.’’

A seguire Sayak Liam Rijkard, uno dei vincitori del Premio DIMMI 2018 – Diari Multimediali Migranti della Fondazione Archivio Diarisitico Nazionale di Pieve Santo Stefano, che con il suo racconto ha approfondito il secondo tema della giornata che è l’omosessualità.

Come omosessuale nel Camerun, ha vissuto un periodo brutto: “Quando in famiglia e nel mio paese hanno saputo che ero omosessuale mi hanno detto che ero indemoniato. Hanno ucciso un pollo e con il sangue mi hanno cosparso il corpo per far fuggire il demonio, come se questa mia condizione fosse una colpa.’’ Così è fuggito dal suo paese d’origine per vivere in Toscana dove si è rivolto oggi ai giovani ricordando che: ‘’Tutti siamo un pezzetto di storia e raccontare la mia per me è stata una sorta di terapia, un modo per far capire agli altri, per non restare soli. Le parole che a cui dare risalto? Tolleranza e coraggio.”

Per il tema successivo, l’accoglienza e il rispetto in confronto all’altro, è intervenuta, attraverso un video, la vicepresidente della Toscana, Monica Barni. Ricordando le parole di Nelson Mandela, ha detto: “Non siamo nati per odiare e per considerare le differenze come un ostacolo. E non possiamo neppure permettere che gli stereotipi condizionino le nostre vite”. Invece ha evidenziato che è proprio la diversità che deve renderci curiosi e da cui possiamo imparare e conoscere delle cose: “Si può vivere insieme, si può valorizzare tutte le differenze.”

Sempre a proposito dell’accoglienza e del rispetto per l’altro si è presentato sul palco anche Enrico Rossi, il presidente della Regione Toscana. Ha spiegato ai giovani: “Dopo due guerre che hanno fatto grondare di sangue il mondo, con almeno 100 milioni di morti, si è deciso di ripartire da una dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e quei diritti si fondano sulla dignità delle persone, che va difesa con l’impegno di tutti”.

Rossi ha legato il diritto alla dignità al concetto della legalità dicendo: ‘’Qualcuno che indica nell’immigrato una persona da odiare e nel diverso qualcuno da mettere ai margini. Noi dobbiamo contrastare questa cultura con la cultura della solidarietà e della fratellanza” E per finire ha annunciato un’iniziativa: ‘’Faremo una legge che non solo riconosce i cittadini, ma che garantisce la salute, il tetto sopra la testa, un piatto caldo e l’istruzione a tutte le persone. Una legge toscana per chi accoglie e chi deve essere accolto.’’

È poi stata chiamata sul palco Ilaria Bidini, la 32enne, disabile aretina, che si impegna già da anni in prima linea per i diritti dei disabili e contro il bullismo, gli ultimi temi affrontati in questo Meeting. Ha trasmesso il suo messaggio direttamente ai giovani: “Fin da medie e superiori ho subito episodi di bullismo. Sono cresciuta, dopo un lungo percorso interiore, ed ho accresciuto la mia auto stima col tempo. Secondo me il bullo è vittima di sé stesso e della società. La mia frase di riferimento? ‘Volere e potere’, se ci metti impegno puoi fare tutto ciò che vuoi”.

Finale con  la proiezione e premiazione dei video dei vincitori del concorso video delle scuole, nell’ambito del progetto europeo ‘Walk the Global Walk’: il terzo posto va alla 3a G sezione musicale dell’Istituto Comprensivo Severi di Arezzo, il secondo alla 3a D Scuola Secondaria di Primo grado Michelangelo di Livorno e il primo alla 4°B SIA dell’Istituto Tecnico Einaudi di Piombino.

E che quale è stata la reazione dei ragazzi dopo tutta questa giornata sui diritti umani? Uno dei 16 studenti dell’azione teatrale ‘’Nati Liberi’’ dedicata a Mandela e esibita al Meeting ha mostrato la sua contentezza. In mano il libro ‘’Partigiani della memoria. Le stragi e le violenze nazifasciste in Toscana’’, distribuito alla fine dell’evento a tutti i ragazzi, ha detto: “Ancora un mese fa non sapevo chi era Nelson Mandela. Questo progetto mi ha però reso molto interessato al personaggio. È un uomo magnifico che ha tutta la mia stima. Anzi, è il migliore di tutti i tempi. Ed ora lo conosco anch’io.’’

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