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Una Giostra sotto la pioggia per Benedetto XVI Cronaca


Lo stemma papale si protende timidamente dalla finestra dell'Episcopio di Arezzo, ma gli ombrelli sfoderati sul sagrato del Duomo parlano da soli: lo spauracchio nuvoloso che aveva guastato giusto per mezz'ora il rientro dei pellegrini dalla S. Messa si è rivelato cruciale per la performance per Benedetto XVI. Con un notevole ritardo sulla tabella di marcia, il saluto ufficiale del Papa alla cittadinanza aretina si tiene intorno alle 16.50 con l'omaggio di sbandieratori, musici e figuranti direttamente dalla Giostra del Saracino.
Istituzione storica e culturale della città di Arezzo, la disfida fra i quattro Quartieri fa dunque capolino nella fitta agenda giornaliera del Papa, affacciatosi con accortezza dopo un'ora di pioggia che aveva impedito ai giostranti di esibirsi per il Santo Padre.
Non è la prima volta che il folclore aretino si mette in bella mostra davanti al Papa: durante un'udienza generale del 2009 il talento toscano aveva già dato prova della sua caratura,fra l'altro  dopo svariati incontri internazionali che annoverano persino la Regina Elisabetta II d'Inghilterra.

Così, apprezzando dichiaratamente la rievocazione in costume, Benedetto XVI si rivolge alla cittadinanza con queste parole: "Cari amici, grazie di cuore per questa bellissima presentazione della vostra grande cultura rinascimentale, che ha toccato veramente il mio cuore. È capace di rendere presente in me in modo così perfetto la cultura del passato e di aprire alla cultura del futuro. Per chi conosce l'uomo e ama l'uomo, sa che ha la grandissima verità di essere non solo uomo, ma anche immagine di Dio, e questa realtà ci consola e ci incoraggia: se siamo realmente immagine di Dio, siamo anche capaci di andare avanti e di superare i problemi del presente e aprire i cammini al nuovo futuro. Grazie di cuore per tutto questo, il Signore vi benedica!".

Accompagnato dal sempre presente Domenico Giani – volto aretino che si è sporto spesso dalla finestra dell'Episcopio prima del saluto finale -, Benedetto XVI si avvia per il trasferimento in elicottero verso Sansepolcro. La scaletta della giornata è stata probabilmente invertita per poter verificare in serata se ci saranno le condizioni idonee per il volo in elicottero verso La Verna.
L'ultimissimo gesto sul manto erboso dell'eliporto allo Stadio Comunale, come era accaduto all'atterraggio, sarebbe stato per mano di giovanissimi cittadini aretini: una nutrita delegazione di studenti di scuola elementare e media avrebbe infatti salutato il Santo Padre sotto le note dell'animazione musicale diocesana. La speranza, ora, è che quelle manine rivolte verso il cielo possano in ogni caso scongiurare i nuvoloni all'orizzonte. 


  

 

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