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Una lingua italiana più comprensibile per la burocrazia Cronaca, Foto del giorno

Firenze – Nella Sala delle Pale della Villa medicea di Castello, sede dell’Accademia della Crusca, la Ministra della Funzione Pubblica Fabiana Dadone e il Presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, hanno firmato un accordo quadro tra le due Istituzioni.

L’accordo intende favorire il buon uso della lingua italiana nella comunicazione tra l’amministrazione e i cittadini, in una forma che sia comprensibile a tutti i diversi destinatari (e quindi anche ai cittadini), negli atti, nei documenti e nella corrispondenza dell’Amministrazione pubblica.

Il Ministro per la pubblica amministrazione, tra le altre cose, coordina e promuove iniziative in materia di semplificazione amministrativa e normativa. Tra queste funzioni rientrano quelle dirette alla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi.

L’Accademia della Crusca, fondata a Firenze nel 1583, è un ente di diritto pubblico che ha il compito di studiare la lingua italiana, fondamento dell’identità nazionale, nella sua evoluzione storica e negli sviluppi attuali e promuoverne l’uso e la conoscenza in Italia e all’estero, nella scuola e nella società.

«La pulizia del linguaggio normativo, la chiarezza dell’esposizione da parte delle amministrazioni, la semplicità della narrazione delle scelte e delle decisioni della politica – ha dichiarato la Ministra Dadone – non stiamo parlando di meri orpelli o di vacui esercizi di stile. Siamo piuttosto di fronte a un’esigenza fondamentale per istituzioni che vogliano davvero mettere al centro il rapporto con i cittadini e le prerogative del Paese reale. Nell’oscurità della lingua può annidarsi semplice sciatteria, scarsa sensibilità professionale oppure l’idea distorta di un potere da preservare gelosamente, che significa spesso abuso o che comunque segnala un deficit di partecipazione democratica. La preziosa collaborazione con l’Accademia della Crusca, da cui scaturisce questo Protocollo d’intesa, ci consente di leggere e interpretare correttamente l’evoluzione della lingua delle pubbliche amministrazioni e di migliorare sempre di più il modo in cui scriviamo le regole del gioco o raccontiamo, da rappresentanti delle istituzioni, quello che facciamo».

La collaborazione in particolare ha l’obiettivo di realizzare studi e ricerche sull’uso della lingua italiana nelle pubbliche amministrazioni; organizzare, anche in collaborazione con altri enti, corsi di aggiornamento, elaborare suggerimenti e raccomandazioni in tema di semplificazione, chiarezza e omogeneità dei testi delle pubbliche amministrazioni, anche tramite gli strumenti informatici.

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