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Una notte per Dante, a due passi dal Ponte Vecchio Cronaca

FIRENZE – Imboccando via Por Santa Maria venendo da Ponte Vecchio ci si imbatte, sulla destra, in una stradina stretta ed un po’ buia. Una chiesa, sconsacrata ed a dire il vero spesso del tutto dimenticata dagli itinerari turistici, ospita una mostra di notevole valore. Sono esposte, dal 28 luglio, sculture di Rodin e disegni di Dalì. Si è tenuta qui, dalle 21.00 alle 24.00 di ieri sera, «La Notte Bianca di Dante», evento organizzato per commemorare la ricorrenza dei 690 anni dalla morte del sommo poeta. L’esposizione «Dalì e Rodin: omaggio a Dante», curata da Laurent Marthaler ed allestita da Artco Florens in collaborazione con la Se.Di.Fi (società che gestisce l’auditorium di Santo Stefano al Ponte), la Società Dantesca e la Fondazione Florens, è stata patrocinata dal Comune di Firenze e comprende 120 opere (fra stampe e sculture) dell’artista surrealista Salvator Dalì, nonché 60 magnifiche statue in bronzo ed i 143 disegni dell’Album Groupil (per la prima volta esposto in Italia) di Augste Rodin. Queste opere, fra le quali spiccano i monumentali e straordinari Il pensatore ed Il bacio dello scultore francese, sono tutte ispirate alla Divina Commedia dantesca e potranno essere contemplate, dalle 14.00 alle 22.00 e pagando un biglietto da 9€ (ridotto 6€), fino al 28 settembre. A coloro che, però, hanno deciso di visitare la mostra nella serata di ieri, è stata riservata una magnifica sorpresa. Dalle 21.00 alle 24.00, infatti, non soltanto l’ingresso era gratuito, ma a fare da sottofondo alle opere dei due maestri ci sono state le parole del sommo poeta e la musica di Franz Liszt. Per celebrare la morte di Dante, avvenuta il 14 settembre 1321 a Ravenna, il regista Stefano Massini ha diretto la recitazione di passi selezionati dalla Divina Commedia, la cui lettura è stata affidata ai due attori Luisa Cattaneo e Gabriele Giaffreda. E non appena le parole cessavano di risuonare nella splendida cornice della chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte, attaccavano le note, ora lievi ed ora decise, della musica di Liszt. Al piano, in un’atmosfera magica, Ettore Costabile, che ha strappato più di un applauso. 

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