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Una rosa per dire basta alla violenza sulle donne Società

Una rosa per dire basta alla violenza sulle donne. Una rosa tricolore, creata dall’ibridatore sanremese Antonio Marchese per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, è stata scelta come simbolo della campagna nazionale contro la violenza sulle donne a cui ha deciso di aderire anche il Comune di Firenze. Dieci esemplari della varietà “Rosa Donne d’Italia” sono stati piantati stamattina in una delle aiuole del Giardino delle Rose, alle pendici del Piazzale Michelangelo, in una cerimonia avvenuta in contemporanea con altre iniziative simili in altre città italiane, per rappresentare con un gesto semplice ma altrettanto bello e concreto l’impegno della città a difesa delle donne vittime di violenza. Un’iniziativa fortemente voluta dalla Commissione Pari opportunità presieduta da Maria Federica Giuliani. «Si parla tanto del problema – ha spiegato – ma spesso le parole non arrivano fin dove può invece arrivare un gesto, un simbolo tangibile di questo no deciso contro la violenza sulle donne. Per questo abbiamo aderito alla campagna nazionale simboleggiata da questo fiore unico». I 10 esemplari sono stati piantati dalla stessa Giuliani insieme agli assessori Caterina Biti e Cristina Giachi, alla presenza del Sindaco Matteo Renzi. «E’ fondamentale – ha detto Renzi- combattere ogni minuto, senza se e senza ma, la violenza sulle donne. Questo è un giorno importante ma ogni giorno lo deve essere. Manca ancora un’effettiva parità (solo un sesto delle donne occupa nel nostro Paese livelli direttivi) e bisogna fare di più per liberare le donne che vivono sotto il ricatto della violenza».  L’ibridatore Marchese ha una decina di brevetti depositati, un patrimonio genetico costruito in 25 anni di lavoro, rose con la sua firma dedicate a principi e pontefici. Nella Rosa Tricolore, Antonio Marchese ha selezionato innanzitutto il verde, colore della speranza, il rosa colore femminile per eccellenza, il giallo, colore dell’8 marzo e dunque delle donne che non si piegano. In giornata sono previste altre iniziative per la festa della Donna. Innanzitutto l’ingresso gratuito per tutte le donne al Museo di Palazzo Vecchio e alla Cappella Brancacci. Poi, dalle 17 in poi, una fiaccolata in Piazza Dei Ciompi organizzata dal Comitato “Se non ora quando” per raccogliere fondi da devolvere all’associazione Artemisia, vicina alle donne vittime di violenza. Le rappresentati donne del Consiglio comunale di Firenze hanno voluto anche ricordare i tre ordini del giorno recentemente approvati dal Consiglio su proposta della Commissione Pari Opportunità. «Il primo riguarda le dimissioni in bianco – ha spiegato Maria Federica Giuliani – il secondo l’impegno contro la violenza sulle donne ed il terzo impegna il Comune a dare più spazio alle donne nella toponomastica della città. A Firenze ci sono solo 70 strade che portano nomi di donne».

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