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Alluvioni, Wwf: non solo per precipitazioni intense Notizie dalla toscana

Il Wwf ci spiega che non sono solo le precipitazioni eccezionali, flash fllod, bombe d'acqua e piccoli tsunami, che dir si voglia, a fare impazzire fiumi e corsi d'acqua, ma è anche la pratica di imbrigliare, quando addirittura tombare, i corsi d'acqua. "Alla foce del Magra, i centri abitati di Bocca di Magra e Fiumaretta che si affacciano al fiume, l'uno di fronte all'altro, hanno occupato l'occupabile – dichiara Andrea Agapito, responsabile Acque del Wwf – ad Aulla, devastata dal fango pochi giorni fa". E ricorda le costruzione dell'argine a fine anni '50. "Nel 1959  – prosegue – veniva costruito un argine a ridosso del fiume, consentendo in questi ultimi 50 anni, di edificare praticamente fin dentro il fiume". L'argine è stato visto erroneamente come baluardo della sicurezza per il territorio e la popolazione, mentre si stava costruendo praticamnete dentro lo spazio naturale del Magra.
In Val di Vara è stato il Vara, altro fiume impazzito il 25 ottobre, a subire la stessa sorte. In alcuni suoi tratti – aggiunge Agapito – nel 1857 l'alveo fluviale era largo ben 820 metri, nel 1954 si era ridotto a 370 e oggi e circa 140 metri".
Il WWF fa notare inoltre che l'aumento dei fenomeni piovosi di tipo flash flood è cosa affatto nuova, è una tendenza in atto almeno dalla seconda metà degli anni 90. E' del 1996 il disastro della Versilia, per restare in Toscana.
"Se è inconfutabile che in Liguria e Toscana si è trattato di precipitazioni eccezionali, come sta avvendo ora su Genova e provincia, è altrettanto vero – ricorda Agapito – che la tendenza all'aumento dell'intensità delle precipitazioni, è in atto da alemno un ventennio. Questa – prosegue – è quanto ha testimoniato un'indagine conoscitiva  del Senato nel 2005 nella quale si sosteneva che negli ultimi 10-15 anni c' è stato un aumento degli episodi di precipitazione a carattere intenso, ma di breve durata, mentre in precedenza esisteva una prevalenza di episodi a bassa intensita ma prolungati nel tempo".
Accanto a queste evidenze "nella finanziaria 2012 – conclude Agapito – non c'e alcuna traccia dei 500 milioni per la prevenzione del dissesto idrogeologico promessi da presidente del Consiglio e dal ministro dell'Economia e delle Finanze".

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