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Une idèe folle: Tour de France 2014 al via da Firenze? Sport

 Eugenio Giani da rappresentante comunale dello sport fiorentino era riuscito a fare di tutto, aiutando qualsiasi realtà sportiva, portando vari eventi nel capoluogo regionale e riuscendo, personalmente, a presenziare dalle otto alle dieci di sera anche a quattro cene differenti. Culinariamente parlando Nardella si sta muovendo molto più cautamente del suo illustre predecessore; tuttavia non fatica a tenerne il passo in quanto a idee per migliorare l’immagine sportiva di Firenze. L’ultima, tanto vulcanica quanto, forse, irrealizzabile, è saltata fuori a sorpresa nelle scorse ore: nel 2014 Firenze vuole ospitare la partenza del Tour de France, la più importante corsa a tappe di ciclismo del Mondo. Un’impresa, già detto, ai limiti dell’irrealizzabilità: la Grand Boucle, il giro più vecchio (nel 2014 sarà la 101esima edizione) e più importante del circuito, anche se forse non il più affascinante (per gli addetti ai lavori questa palma da anni appartiene al Giro d’Italia), richiama grande concorrenza per il via, e come ha detto lo stesso Nardella, Firenze ha solo il 20% di chance di aggiudicarsi lo start della corsa alla maglia gialla. Tuttavia questo 20% Firenze vuole giocarselo, alla grande: il sindaco Matteo Renzi ha contattato il ministro dello Sport, Piero Gnudi, per discutere di questa possibilità, e le indiscrezioni dicono che sindaco e vicesindaco abbiano già approcciato il patron del Tour, Christian Prudhomme, per presentare un primo progetto. C’è un grande ostacolo, concorrenza a parte, da sormontare, ed è quello economico. Ospitare una tappa del Tour, quella del via per giunta, può costare fino a 5 milioni di euro, senza contare le spese organizzative e di adeguamento di strade e impianti per addetti ai lavori. Ci vogliono dunque sponsor, Firenze non può accollarsi tutto da sola, anche se un grande aiuto, un anno prima, verrà dai Mondiali su strada di ciclismo, che si svolgeranno lungo la Toscana con arrivo nel capoluogo, e che certamente permetteranno alla città gigliata di avere le giuste strutture per atleti, addetti ai lavori, giornalisti e fotografi, oltre ad un manto stradale appena rifatto naturalmente. La decisione dalla ASO (Amaury Sport Organisation), la società organizzatrice della Grand Boucle, verrà presa nel corso del 2012. Firenze c’è, e vuole dare una nuova passata di Toscana ad una corsa già pregna di toscanità: nel primo Tour de France, 1903, l’unico italiano in gara, che concluse per altro al quarto posto, fu il livornese Rodolfo Muller; Gino Bartali, fiorentino di Ponte a Ema, vinse il Tour nel 1938 e nel 1948 e arrivò secondo nel 1949; nel 1960 Gastone Nencini, fiorentino di Barberino del Mugello, vinse la maglia gialla su Graziano Battistini, massese di Fosdinovo, e l’anno seguente sul secondo gradino del podio salì Guido Carlesi, lucchese di Collesalvetti. Insomma la Toscana la sua bella parte in Francia l’ha fatta. Adesso speriamo che sia la Francia a fare la sua bella parte in Toscana.

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