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Ungulati: Pistoia approva un regolamento Notizie dalla toscana

Giovedì 6 marzo il Consiglio Provinciale pistoiese ha approvato a larga maggioranza, con una sola astensione, il Regolamento per la gestione e il prelievo degli ungulati in Provincia di Pistoia. Il Regolamento è stato illustrato in Consiglio dall'Assessore all'Ambiente, alle Aree Protette e alla Caccia della Provincia di Pistoia, Rino Fragai.

Regolamento per la gestione e il prelievo degli ungulati in Provincia di Pistoia

Il documento rappresenta la fase attuativa di quanto previsto dal Piano Faunistico Venatorio Provinciale, approvato dal Consiglio nel dicembre scorso. Nel Piano si prevedeva in particolare la ridefinizione dell'area vocata agli ungulati (area dove la presenza è tollerabile a determinate densità) e dell'area non vocata  (dove si deve tendere alla loro eradicazione). Rispetto allo scorso PFV, l'area vocata al cinghiale è fortemente diminuita, in quanto sono state inserite nell'area non vocata tutte quelle aree agricole di pianura e collina che prima facevano parte dei distretti di caccia, mentre ora l'obiettivo per questi territori è una gestione che tenda al forte contenimento degli ungulati. Sempre nel Piano sono stati definiti nuovi Distretti omogenei per tutti gli ungulati (cinghiale, capriolo,daino, muflone e cervo).

E’ la prima volta che la Provincia di Pistoia si dota di questo strumento regolamentare: fino ad ora, infatti, esistevano i vari regolamenti dell’ATC Pistoia 16 (caccia al cinghiale, caccia a capriolo, daino e muflone, caccia al cervo e utilizzo dei cani da traccia).

Con questo atto si è cercato di riunire e rendere organiche fra loro le norme previste nei precedenti regolamenti dell’ATC, inoltre si sono date indicazioni non solo sui territori gestiti dall’ATC, ma anche sugli istituti faunistici pubblici e privati.
Massima attenzione è stata posta sulle attività che dovranno essere intraprese per la prevenzione e il controllo dei danni all’agricoltura da parte degli ungulati, con procedimenti e responsabilità chiari, a carico dei vari soggetti gestori. Infine è stata regolamentata l’attività venatoria nelle aree non vocate, per cercare di raggiungere la minima densità possibile di ungulati all’interno di dette aree, caratterizzate da agricoltura specializzata e da tessuto urbano e periurbano.
 

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