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Credito in Toscana: flessione prestiti rallenta, edilizia sempre male Economia

Firenze – I dati dell’ultimo scorcio del 2014 non autorizzano salti di gioia, ma forse qualche speranza sì. Infatti, sebbene continui la contrazione dei prestiti alla clientela residente (-1,8% il dato tendenziale, rispetto cioè allo stesso trimestre dell’anno precedente), emerge che, al pari del dato nazionale, anche in Toscana la flessione sembra attenuarsi rispetto ai mesi precedenti.

A determinare la contrazione continua a essere la pesante riduzione, che ormai continua da due anni, dei prestiti verso le società finanziarie e assicurative (-28,5%). Sul fronte delle imprese invece sembra che la caduta dei prestiti si sia quasi del tutto stabilizzata, come dimostrerebbe il -0,3% registrato dagli uffici dell’Unioncamere. Dopo otto trimestri consecutivi di segno meno, si registra finalmente un primo dato positivo per i finanziamenti alle famiglie consumatrici, per quanto di piccolissima entità (+0,1%).

Andando all’analisi per settori, il credito continua a contrarsi per le imprese impegnate nelle costruzioni, -2,5%, e nel comparto manifatturiero, -1,6%. Sono questi due settori che, aggregati, raggiungono il 40,5% del totale dei prestiti concessi alle imprese non finanziarie.

Il settore dei servizi, che rappresenta il 49,5% del totale, registra invece un calo piuttosto contenuto nei finanziamenti,-0,8%. Andamento positivo invece per i prestiti ai settori dell’agricoltura, estrattivo ed energetico (+2,2%), che contribuiscono per il 10% al totale prestiti erogati alle imprese.

A soffrire di più continuano ad essere le piccole imprese, che mostrano prestiti in calo dell’1,6% nel IV trimestre 2014, con sofferenza più accentuata per quanto riguarda le imprese artigiane, -2,6%. Sono le imprese più strutturate invece a cominciare a godere del clima più positivo, dal momento che, come annota Unioncamere, “l’offerta di credito verso le imprese più strutturate sta invece evolvendo verso un terreno di effettiva crescita”. Il dato del quarto trimestre 2014 segnala infatti come l’importo dei prestiti erogati alle grandi imprese “sia rimasto stabile sui valori dell’anno precedente, riportando il primo dato privo di segno meno da tre anni a questa parte (il precedente era del primo trimestre 2012)”.

Il rapporto fra il flusso di nuove sofferenze e la consistenza dei prestiti in essere all’inizio del periodo, il cosiddetto tasso di decadimento, mette in evidenza le pesanti conseguenze che la crisi continuano ad avere sull’economia regionale. E così, continuano a persistere difficoltà nel rimborso dei crediti ricevuti in particolare nel settore edile, dove il tasso ha raggiunto un nuovo picco del 10,6%. Situazione simile sebbene non così accentuata anche nel manifatturiero, dove si registra tuttavia un leggero aumento del tasso di decadimento nel quarto trimestre del 2014 (rispetto al trimestre precedente), al 5,1%.

Il tasso di decadimento si mostra invece più contenuto per le imprese dei servizi, e rimane stabile per le famiglie consumatrici. Infine, i tassi di interesse: quelli sui prestiti a medio-lungo termine stanno diminuendo sia per le famiglie consumatrici che per le imprese dall’inizio del 2014, attestandosi rispettivamente al 3,0% (famiglie) ed al 3,4% (imprese) nel trimestre conclusivo dell’anno.

Un dato tuttavia che è senz’altro rilevante per l’avvio di una nuova fase di ripresa, nella misura in cui la richiesta di prestiti a medio-lungo termine (sopra i 18 mesi) rappresenta la volontà, da parte di imprese e famiglie, di fare scelte per il proprio futuro e, nel caso particolare delle imprese, di porre in atto programmi di investimento.

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