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Unioni civili: in Senato c’è chi non ha rispetto della dignità dell’individuo Dibattito politico

Roma –  Paolo Briziobello, Presidente nazionale LITALIAINTESTA”, a nome del direttivo nazionale ha inviato a Stamp questa presa di posizione sull’andamento della discussione al Senato del disegno di legge Cirinnà sulle Unioni Civili che volentieri pubblichiamo.

Stanno circolando in queste ore sui media e social network vari documenti che risultano essere gli emendamenti oggetto del contendere al Senato: quelli che costituirebbero lo scoglio politico e per i quali, secondo alcuni, l’utilizzo del cosiddetto “canguro”, per superarne la discussione, costituirebbe violazione delle regole del processo democratico.

La lettura di questi emendamenti lascia sconcertati; non tanto per il fatto che questo istituto parlamentare (la proposizione di emendamenti) possa essere considerato, lecitamente, strumento di argomentazione e modifica alle norme discusse, quanto per il contenuto in esso riportato. Ne emerge un totale svilimento, al limite del vilipendio, della dignità delle persone di cui si discute. 

Il tema oggetto del dibattito parlamentare sul DDL Cirinnà riguarda la persona nella sua sfera più intima e privata. Come tale va sempre e comunque rispettata e salvaguardata, anche nelle fasi più accese di una disputa in tema di valutazione di norme di legge in discussione in Parlamento.

Ogni persona ha il diritto di veder rispettata la propria sensibilità: tuttavia questo principio per noi cardine di qualunque discussione democratica, non può prescindere dalla natura del contenuto che si attribuisce alla parola “sensibilità”.

Non può essere considerata sensibilità quella di argomentare in maniera fuorviante e denigratoria su altre persone, per di più con temi e argomenti che lasciano stupefatti per la semplicistica e irricevibile offesa che essi neppure troppo velatamente contengono.

Il rispetto della dignità dell’individuo non può essere barattato con il rimando ad aspetti procedurali, tantomeno a questioni di principio legate a procedure parlamentari che costituirebbero “precedente”.  La vera posta in gioco, stavolta, è il riconoscimento del diritto alla felicità di ciascun individuo.

Non la limitazione dei diritti di alcuni. Ma l’ampliamento dei diritti a ciascuno.

Diritti a ciascuno che significa – fattore di eguale rilevanza – conseguente assunzione di doveri in capo a ciascuno; verso il prossimo e verso la collettività di cui si fa parte.

Allo stato dei fatti, ad oggi, l’immagine che emerge dal comportamento di alcuni componenti la Camera Alta del nostro Parlamento è inqualificabile. Comportamento evidentemente motivato da logiche di natura diversa e, fatto ancor più grave, di natura indipendente dal rispetto del principio, laico, di uguaglianza di ciascuna persona.

E questo, nonostante lo stesso Senato della Repubblica abbia dimostrato in molti dei suoi componenti a cominciare dal suo Presidente, la ferma volontà morale prima ancora che politica di volere portare l’Italia verso quel contesto internazionale di civiltà in tema di diritti alla persona, ormai consolidato in larga parte del nostro Continente e del mondo.

LITALIAINTESTA censura questa modalità di esercizio del diritto di contrapposizione politica, quando essa dimostra indiscutibilmente di travalicare i confini del buon gusto e del senso del rispetto al diritto alla felicità di ogni singolo cittadino.”

Paolo Briziobello, Presidente nazionale LITALIAINTESTA

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