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Unità d’Italia e Massoneria, passando da Lucca Cultura

Il lucchese Roberto Pizzi ha scritto un libro che illumina. Illumina su uomini che consacrono la vita alla realizzazione dell’unità patria e della libertà dell’umanità, illumina su vicende che videro protagonisti personaggi noti e meno noti della storia italiana, lucchese, internazionale; illumina sul contributo di una parte importante della Massoneria nella realizzazione dell’Italia.
“Squadre e Compassi della Lucchesia intorno all’unità d’Italia” ( editrice Maria Pacini Fazzi, Lucca, pp. 221, 18 euro)  è un’opera di ampio respiro: abbraccia un arco di storia che dalla Riforma cinquecentesca arriva alla Lotta di Liberazione. Con un sottile filo rosso, quello di una lotta mai cessata per ideali di libertà e giustizia che dovevano sostanziarsi in una nazione, nella nostra nazione. Nel libro di parla di Francesco Xaverio Geminiani, di Tito Strocchi,  Nicola Fabrizi, Antonio Mordini, di Carducci, Pascoli, ma anche di gente meno nota, attori tutti di una grande vicenda improntata a speranza e solidarietà sociale in una città definita “sacrestia del Vaticano” che di sacrestia aveva ben poco . Una rilettura di vicende storiche note ma mai così ben apporfondite.
Un libro accuratissimo nelle ricerche storiche, affascinante nel porre questioni ancora oggi dibattute nell’ambito del panorama risorgimentale.
E soprattutto, maestro nel correggere quel sottile senso di rimpianto venato di tristezza che coglie talvolta confrontando le speranze di chi fece l’Italia e il quadro attuale con un senso di sereno ottimismo nelle risorse di un paese che si scoprì unito, più di quanto gli stessi contemporanei e forse gli stessi attori pensassero. E forse di quanto non pensino altri, odierni, attori.

 

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